Magazine Sabato 17 marzo 2001

On Writing: l'ultimo Stephen King

Magazine - On Writing Stephen King
Sperling & Kupfer
£. 32.900

Erano anni che aspettavo un “manuale di scrittura” di Stephen King.
Come molta, troppa gente nel mondo, confesso che non mi dispiacerebbe essere un fascinoso scrittore di romanzi, e chi meglio di lui poteva consegnarmi la pietra filosofale dell’intreccio, il segreto del ritmo?
Da questo punto di vista “on writing” è una delusione cocente. Non penso, per carità, che esistano ricette miracolose per l’arte di scrivere. Nulla che vada al di là di una decina di regole d’oro, enumerate da qualsiasi manuale decente: quattro o cinque colonne portanti oltre le quali chi scrive è inesorabilmente abbandonato a se stesso. Ma King è diverso.
Chi lo legge sa perché: la creatività prorompente di così tanti romanzi, la capacità di avvincere e stupire ogni volta senza ripetersi, tutte le sue qualità di lavoratore indefesso, maturate negli anni, fanno di lui un caso a parte.
King è “il narratore”. Tra i più solidi della nostra epoca. Ho letto quasi tutto ciò che ha scritto e volevo un libro alla sua altezza.
“On writing” è anche una sorta di autobiografia. Si parte dalle elementari, dalle prime storie, per arrivare agli incassi miliardari delle ultime.
Ci sono passaggi commoventi (un King nullatenente che scrive di nascosto in lavanderia, o con il cotone nel naso perché assume tanta cocaina da sanguinare) e “preziosi consigli” soprattutto sul rispetto per il lettore. Ma nulla di significativo. Anzi. È un libro che atterrisce, perché è meno complesso degli altri, e mentre il tuo King di fiducia, con voce amichevole, ti spiega la disarmante semplicità delle sue idee di partenza, non riesci a capire come da quelle sia arrivato a un libro di mille pagine che ti leva il fiato. O meglio capisci che lui i libri li trova, non li va a cercare. Si immagina tre o quattro personaggi, un evento tutto sommato piuttosto banale, ed il resto viene da sé.
“Viene da sé ‘sto par de ciufoli”, almeno per il resto dell’umanità.
King è uno scrittore situazionale (cioè: ha un punto di partenza e poi è il primo a stupirsi di come la trama si sviluppa). E scoprirlo dopo aver letto intrecci che funzionano come orologi svizzeri ti fa venir voglia di proiettare “on writing” fuori dal più vicino balcone, sussurrando “beato lui”.
Quindi, autori in erba, non lo leggete. O se lo leggete preparatevi. Se volete dritte su come scrivere fiction, scegliete piuttosto “Danse Macabre” dello stesso King. Ha parecchi anni, ma sull’horror è assai più utile.

On Writing,Stephen King
Sperling Paperback, pp. 320 ca, Euro 9,20 Prezzo di copertina




di Fabrizio Casalino

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