Teatro Magazine Lunedì 30 luglio 2007

Maifredi: dalla Tosse alla rete e in EU

Magazine - Sergio Maifredi volta pagina: fuori dal Teatro della Tosse (dove era entrato nel 1995), entra nella rete di di Corrado D’Elia - fondandone la sezione ligure - e accetta la nomina di regista residente al in Polonia, per tre anni, al fianco di Janusz Wisniewski.

«Nel 2005 – racconta Maifredi - avevo visto la loro versione del Faust di Goethe a Edinburgo e li avevo invitati subito a Genova – nel febbraio 2005. Poi Jan, più volte, mi ha invitato a preparare una regia per loro. Ho passato un primo periodo a Poznan nell’agosto e un secondo nell’autunno 2006, preparando con alcuni attori della compagnia, Sei personaggi in cerca d’autore che ha debuttato, nel dicembre 2006».
Il Nowy Teatr di Poznan è «l’equivalente di un teatro stabile italiano – continua Maifredi – con tre sale e quindici spettacoli di loro produzione in repertorio, nonché una compagnia di 40 attori di tutte le età: la più anziana del 1916 - fino a questo gennaio quando è mancata – è stata un’attrice vivacissima, Krystyna Feldman, diventata famosa qualche anno fa come interprete cinematografica nel ruolo en travesti di Nikifor, un grande pittore naïf polacco, nel film pluripremiato Mój Nikifor».
Mentre parla mi brilla in testa una domanda semplice, ma in Polonia, con gli attori usavi l’inglese?
«All’inizio avevo pensato di sì, poi loro ci tenevano ad affiancarmi un’interprete – e qui arriva l’aneddoto. Alla fine ne ho conosciute tre e devo dire che con la seconda, Sabrina Sedepka, è andata benissimo. La figura dell’interprete mi ha costretto a una sintesi di pensiero molto forte e a sviluppare concetti molto chiari. Lei era così brava a tradurmi interpretandomi che è diventata un’assistente».
Per la residenza in qualità di regista a Poznan, Maifredi sta ancora organizzando le idee ma senz’altro si tratterà di un percorso da proseguire sulla drammaturgia italiana, magari con la versione strehleriana delle tre parti de La villeggiatura di Goldoni, oppure includendo un altro Pirandello, ma forse puntando anche al contemporaneo, per esempio con Noccioline di Fausto Paravidino o con un testo di Giuseppe Manfridi».

Mentre il progretto estero è notizia freschissima, i cui contorni andranno concretizzando nei prossimi mesi (incluso un progetto europeo, Arca di Noè per la formazione di una compagnia teatrale fatta da spagnoli, praghesi, polacchi, tedeschi e italiani e la creazione di 5 produzioni per altrettanti registi), di base Maifredi resta in Liguria, dove è già da qualche tempo al lavoro accanto a D’Elia e Jurij Ferrini per dare vita a una nuova rete di progetti culturali e teatrali. «Vorrei puntare su tre aspetti: formazione, produzione teatrale e ospitalità usando il teatro come strumento per un dialogo con il territorio». La prima opportunità formativa per attori è a settembre (dal 2 all’8 e dal 9 al 15) a Finale Ligure per un max di venti attori - per iscriversi è sufficiente mandare un email a , oppure telefonare al 8404575857 - per info .
«Il progetto si rivolge sia a chi vuole avvicinarsi al teatro per la prima volta, sia a quanti hanno già esperienza e cercano un approfondimento. Dopo Finale, sono già programmati 12 workshop a contatto con registi, drammaturghi e attori, dall’Italia ma anche dall’Europa, soprattutto dall'Europa dell'Est».
La faccia innovativa di questa impresa è la volontà di dare delle suggestioni e degli stimoli, quindi oltre a funzionare sempre sul concetto della rete e trovando via via nuove case sul territorio, senza fissa dimora, i seminari si faranno per strada, nelle piazze e soprattutto non sarà un’esperienza puramente teatrale ma anche formativa in senso lato, con momenti dedicati per esempio alla vela seguiti da docenti skipper, con maestri di judo, guide naturalistiche e speleologi.
Il progetto più ampio e su base annuale dei corsi teatrali ne prevede in tutto tre, su tre anni e su tre sedi (Genova, Finale e Imperia). «Al circuito dei Teatri Possibili interessa crescere una base anche locale di attori, ma anche di tecnici, organizzatori e operatori (anche per queste figure sono previsti seminari e corsi), senza dimenticarsi che si pongono anche le basi per nuovi spettatori più consapevoli e interessati. Ci siamo già attivati, prendendo contatti con varie associazioni e realtà locali, perché un altro dei fini è promuovere il territorio e includere le situazioni già esistenti, così che chi esce dai nostri corsi si porti via anche un’esperienza sul/del territorio».

Un capitolo sarà dedicato alla produzione: Vero West è lo spettacolo su testo di Sam Shepard che Ferrini-D'Elia-Maifredi stanno preparando per marzo 2008, con debutto a Finale (il 27 e il 28 in replica a Bordighera).
Altro capitolo sarà l’attività di selezione e segnalazione di spettacoli o compagnie giovani – con caratteristiche per cui Teatri Possibili possono garantire sulla qualità - in modo da creare pacchetti festival da lasciare ai teatri liguri o alle istituzioni. «Occorre puntare all’innovazione, senza più rammaricarsi del pubblico che sparisce per via della Tv o dell'attrazione generata dal computer (tra internet e videogiochi). Quello che vogliamo costruire è un intervento capillare che trasferisca il modello teatrale dentro le pratiche culturali.
Il luogo fisico del teatro non c’è più, è disperso, il teatro può e deve essere la voce del territorio, uno strumento per raccontare i luoghi e lasciare lì un prodotto e delle competenze.
Qualcuno mi ha detto ma perché te ne vai a Imperia, ai confini della Liguria: io rispondo che – con Nizza e il suo ottimo aereoporto a portata di mano – Imperia non è più né ai confini della Liguria né dell’Italia, ma al centro dell’Europa e più vicina anche a tutto l’Est».

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