Magazine Giovedì 19 luglio 2007

Libri gioco e pop-up per imparare

Caro fanciullo dai sei anni in su, sai dirmi com’erano chiamate le spade in uso nelle scuole di addestramento per gladiatori? Ludi, gabi o gladie? Tempo scaduto: la risposta esatta è ludi. Normalmente maneggiate da schiavi, criminali o prigionieri di guerra, queste armi furono usate per la prima volta nel 264 AD nel Foro Boario, il mercato delle carni situato sulle sponde del fiume Tevere a Roma.
Tre le coppie di gladiatori che combatterono in occasione del funerale di un uomo illustre.

Lo si legge nel libricino sulla sinistra, posto in alto, da corredo al gustosissimo e divertente, oltreché culturale, libro pop-up illustrato da Kevin Maddison per La Nuova Frontiera (euro 19,95). Titola: Il grande gioco di Roma. Sedici pedine e 4 giochi dell’oca in un volume da regalare per passare del tempo tra una corsa di carri e una fuga da Pompei, tra una lotta per il trono alle battaglie fra gladiatori. E la cultura si fa tabellone: quaranta caselle o circa, per ripassare e ricevere suggerimenti utili per scoprire chi sarà il prossimo imperatore di Roma.
Tu? Forse.

Intanto al gioco sono invitati quattro giocatori provenienti da quattro zone diverse del mondo: Vespasiano, Vitellio, Otone (imperatore per solo tre mesi) e Galba (successore di Nerone) si dirigono verso il Senato con i loro eserciti per rivendicare il loro diritto al trono. A te la scelta: preferisci essere Cassio della squadra bianca, il favorito, oppure Claudio della squadra rossa, molto tenace e strategico?
Altrimenti puoi cominciare a correre. Il vulcano ha eruttato e la lava incandescente si sta dirigendo verso di te: il terreno cede, un cane impazzito ti azzanna… via!

Se invece ami la natura e gli animali di un tempo, è per te Il grande gioco della preistoria e lo scoglio del Mosasauro: un rifugio misteriosamente attraente, tra un dribbling con lo squalo Cretoxyrhina e un vorace Liopleurodonte. Non ti resta che nuotare nell’oceano e metterti in salvo per mangiare il pesce al sicuro sul fondale.
Come un castello 3D lo scoglio è pronto a farti scalare la cima per annusare la vittoria. E il gioco si fa divertimento a due o quattro zampe tra uno Stegosauro a caccia di un buon pranzo e un attacco del Tirannosauro Rex con enormi fauci.

Onore al merito all’editore La Nuova Frontiera che propone nel suo catalogo di libri animati anche l’ultimo nato della collana, dedicato all’ambiente. Basta piegare le alette, infilare linguette e il cubo è pronto ad essere lanciato. È il corredo al sensibile eco-libro che si propone l’obiettivo di Salvare il nostro pianeta: titolo dell’ultimo libro scritto da Emma Brownjohn (pag. 14, euro 14,95), è soprattutto un gioco di tavoliere, per un numero variabile di partecipanti: al massimo quattro. Secondo il tiro del dado, ciascuno muove il proprio segnaposto sul gioco dell’oca ecologico che, nella forma classica, ha 63 caselle, disposte a spirale, numerate da 1 a 63. Invece in questo caso è diviso a quadretti, 5 x 6 e procede come un serpente strisciante.
Dal basso verso l’alto, tra i vantaggi e gli svantaggi del sapere, in un volume dove i suggerimenti vengono elargiti come fossero caramelle, per rendere più bello e armonioso il nostro pianeta. Lo starter sullo spazio n.1, raffigurante due carote. Ludus: che favola! Hai piantato un albero? Bravo! Dal 4 salti al 7. Usi la bicicletta e non l’auto? Avanzi di uno. Non utilizzi lampadine a basso consumo energetico? Indietro di quattro. Non utilizzi carburanti ecologici? Indietreggi di sei caselle e, ad accoglierti, c’è la pioggia provvidenziale per abbassare le polveri sottili.
E così via tra riciclo, accortezze e informazioni da memorizzare. Fino a ricevere i complimenti dal sole: che splende radioso e felice di sapere che qualcosa in più sul rispetto all’ambiente lo conosci. D'altronde apprendere mediante il gioco garantisce l’abitudine all’educazione per il rispetto delle cose, delle persone e dell’ambiente, che ci avvolge in un abbraccio fiducioso.

Obiettivo centrato quello delle tre delizie cartotecniche capaci di meravigliare grandi e piccini. Alzando un’aletta, tirando una linguetta o sollevando mezzo mondo per trovare le risposte a ciascun quesito. Dentro le finestre, domande trovano risposte e, con pochi movimenti, si finisce per ficcare il naso in un ambiente ricoperto dal nero del petrolio, carbone e gas, spazzatura e avvolto come un cappotto che non conosce stagioni dall’effetto serra.
Vogliamo insomma prenderci cura di fiumi e mari, cielo e verde?
Leggiamo e facciamo.
di Roberta Maresci

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