Magazine Giovedì 19 luglio 2007

Grande Puffo è l'incarnazione di Stalin?

Il Maccartismo indica un atteggiamento accusatorio senza vero riguardo alle prove. Prende il nome da Joseph McCarthy, senatore Repubblicano del Wisconsin attivo in politica durante un periodo di intenso sospetto anticomunista negli Stati Uniti d'America, durato dai tardi anni '40, fino a circa la metà del decennio successivo. Questo periodo è conosciuto anche come la seconda paura rossa.
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La domanda sorge spontanea: cosa centra il Maccartismo coi puffi?
Creature della nostra infanzia, gnometti nati dalla fantasia di Pierre Culliford – in arte Peyo – con la collaborazione del suo amico Yvan Delporte, giornalista e scrittore, sarebbero in realtà la mano longa per esportare il Marxismo!
Le creature tanto amate dai bimbi di tutto il mondo, prima furono inserite come ospiti nelle avventure a fumetti di John e Solfamì poi nel lungometraggio Il Flauto a sei Puffi del 1976. Gli Schtroumpf - il nome originale dei Puffi – piacquero tanto da diventare famosi quanto la banda Disney.

È il 1981 quando Puffetta e compagni conquistano l’America, grazie ad Hanna e Barbera, padri dei e dell’orso . Dopo poco sbarcano in Italia diventando uno dei cult più cult per diverse generazioni di giovanissimi che li guardano e collezionano.

Ogni Puffo rappresenta una tipologia di carattere: c’è il saccente, il pigro, il credulone, il goloso e, per la gioia di grandi e piccini c’è pure la bella. Se fossero minatori invece che coltivatori diretti andrebbero a spasso coi nani di Biancaneve.
Storie semplici, buoni sentimenti, ambientazione eco-compatibile e protagonisti divertenti e sfaccettati, impossibile non farsi catturare dalla loro allegria. Troppo buoni per essere veri, infatti sono creature della fantasia, e così basta poco – secondo sedicenti analisti di complotti di stampo maccartista – per smascherare il loro bluff e scoprire che i puffi, in realtà sarebbero cosacchi votati alla conquista del mondo. Un po’ come i nani di Biancaneve – decisamente stakanovisti delle miniere - ma molto più subdoli e spietati.

Navigando per la rete basta digitare puffi su un qualsiasi motore di ricerca per leggere che, la resistibile ascesa di altro non è che l’inizio di un piano diabolico per evangelizzare al comunismo il mondo dei più piccoli. E così i comunisti, rinnovata la dieta – effettivamente i bambini potrebbero restare sullo stomaco visto quello che mangiano al giorno d’oggi – decidono di interpretare a modo loro il concetto di educazione alimentare.

La rocambolesca teoria sul terribile pericolo alto due mele e poco più - e che parte da una profonda conoscenza della storia degli ultimi decenni - immagina i due autori belgi, paese rosso e bolscevico come il Marte immaginato da Guzzanti, come agenti URSS – spietati come l’Ivan Drago di Rocky - pronti a plagiare il mondo a colpi di Puf-bacche e casette a forma di fungo.
La costruzione pseudo-scientifica – paradossale, grottesca, da leggere e rileggere insomma – è talmente puf-seriosa da essere quasi angosciante. Grande Puffo - secondo questa ricostruzione – è niente poco di meno che l’incarnazione di Stalin che guida un popolo in cui il Pufcompagno Quattrocchi è Trozski e nel quale ogni altro puffo ha un ruolo preciso in quello che è il grande inganno di Puflandia.

In questa favola rossa non può mancare neppure il temuto capitalismo impersonato, ovviamente da Gargamella. Inutile fare riferimento al fatto che Gargamella di capitalistico – a parte il fatto di voler diventare ricco - abbia ben poco, basta guardarlo per capirlo. Malnutrito, senza denti, abita in una casa fatiscente e porta sempre gli stessi vestiti, logori e malmessi. Ma la congiura è congiura. Chi siamo noi per smentirla?

Grazie al cielo la cospirazione è stata smascherata, mentre Rocky Balboa menava Ivan Drago, appena prima che Bush vincesse le elezioni ai rigori, Topolino faceva blu grande Puffo (sai lo sforzo!), la democrazia ha vinto e i Puffi sono rimasti compagni sì, ma della nostra infanzia. Di quel diabolico piano, salvato dal motto secondo cui nella cabina elettorale Dio ti vede, Grande Puffo no!, rimane solo un grande mistero.
Secondo alcuni infatti Vladimir Putin - da bimbo – era Baby-puffo. Secondo altri invece uno di loro si sarebbe integrato così bene nella società capitalistica da essere diventato molto potente. Rimane un mistero su chi sia, la sola cosa che si sa è che questo Puffo, pericolosissimo, sia molto basso e senza capelli…
di Francesco Cascione

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