Magazine Giovedì 12 luglio 2007

Il mondo visto dall'alto e in viaggio

Magazine - Primo (ex aequo) nella classifica dei dieci migliori libri del 2006, realizzata dalla rivista Liber e vincitore del premio Andersen 2007 come miglior libro 0/6 anni, Due scimmie in cucina ( , pag.32, euro 13,00 – età 5/7 anni), di Giovanna Zoboli e Guido Scarabottolo - disponibile anche in lingua francese presso la Joie de Lire, con il titolo Deux singes dans la cuisine - è un delizioso e vivace volume entrato da qualche tempo a far parte della mia libreria.

Occupa un proprio spazio a voler scandire e quasi segnare il trascorrere delle ore, delle stagioni e della memoria. Perché: come si misura il tempo di un bambino? Seguendo il ritmo delle mille attività, corsi e stimoli programmati dagli adulti in vista dei suoi futuri successi? O ascoltando il battito del suo cuore, che pulsa in sintonia con le sue scoperte quotidiane, le infinite avventure, la fantasia, capace di fare di ogni ambiente uno spazio segreto, aperto al gioco e cullando le invenzioni?
E quanto le parole e le immagini concorrono a costruire questo tempo interiore, fatto di riflessione, osservazione, fondamentali conquiste e improvvisi natali ed epifanie?

Proprio da un libro trae ispirazione fantastica il protagonista di questa storia, per avviare la metamorfosi di una normalissima cucina, nel luogo inatteso dello scambio e della comunicazione, dell’intesa e della complicità. E così è capitato a Michele, bimbo cui più di tutto piacciono le scimmie. Un giorno ha iniziato a sfogliare un libro, dove si raccontava che questi quadrumani antropomorfi non scendono mai dagli alberi se non per fare dispetto a una giraffa e farle chinare il collo.
Loro sì che trascorrono il tempo felicemente: tutto il giorno impegnate a leggere, ballare, ascoltare musica, perseguitare formiche e mangiare frutta. Scoprendo il mondo e facendosi dichiarazioni d’amore quando c’è luna piena.
Ma la sorella di Michele non ci crede: il libro e il fratello per lei dicono solo bugie.
Di qui l’invito a salire sull’armadietto della cucina per vedere tutto dall’alto e in modo avventuroso: portando solo pazienza e attendendo gli eventi. La sorella di Michele, però, vanta ben altro a cui pensare: la sua giornata scorre fra lezioni di cinese, danza ed equilibrismo. Eppure, per una volta, accetta l’invito a vestire i panni della scimmia e a cancellare il suo carnet di impegni, per rimane lassù con Michele, finquando torna la mamma. E comprende che il mondo è proprio un’altra cosa! Perché, non è poi vero che le persone più impegnate sono le più felici. Anzi: basta vivere un giorno da scimmia per capirlo.

Ma a volte, il desiderio di conoscere può spingere oltre i confini del mondo, là dove non ci si sarebbe mai sognati di arrivare. È il caso di un piccolo uccello, che una mattina, posato sul ramo dove abita, si accorge che nell’aria c’è qualcosa di nuovo. Cosa sarà? Nessuno risponde alla sua insistente domanda. Non le stelle, lontane e gelide. Non i pianeti, ancora inesplorati. Non i buchi neri, colmi di mistero. Tuttavia, mentre si viaggia, si scoprono tante cose, diverse da quelle che si cercano, ma ugualmente molto interessanti.
E ciò che si cerca, lo si trova proprio dove meno ci si aspetterebbe. Per esempio, sul ramo che si è abbandonato. È questa la storia del libro che affianca Due scimmie in cucina, C’era un ramo ( , pag. 40, euro 13,00 – età 4/6 anni), di Francesca e Giovanna Zoboli. Fino al 31 agosto a Vignola, nella librereia del Castello di Carta, c’è proprio un’esposizione delle tavole originali di questo bellissimo lavoro che è uscito insieme all’altro volume cartonato, ma ha dimensioni più ridotte.
In questa seconda storia si sottolinea con la matita rossa la sfida ultima al proprio limite fisico che ben rappresenta per la razza umana il volo.

Infatti, non è casuale se, ai nostri occhi, anche il più piccolo uccello è detentore di una libertà inimmaginabile ed emblema di vertiginose altezze. Tuttavia, l’inquietudine, quello strano desiderio di movimento e di ricerca che non ha nome, alberga anche nell’uccello. È il caso del protagonista di questa storia che sperimenta tutto lo spazio a propria disposizione, al punto di sconfinare in quello astronomico, astratto e rarefatto, dove ogni forma nota scompare, per lasciare il posto a straordinari paesaggi di materia stellare. Durante questo movimento verso l’alto, il piccolo uccello esplora dimensioni sconosciute. Sarà in grado di affrontarle scoprendo in sé un alfabeto di emozioni mai provate prima, ma adatte a fargli prendere le giuste decisioni per portare a termine il suo viaggio e trovare la risposta più limpida alla sua domanda iniziale.
È questo tutto quanto le parole possono aggiungere a un volume illustrato con la leggerezza di un battito d’ali e la semplicità che solo il popolo dei bambini riesce ad avere. Ritagliando soggetti come fossero i batticuori e incollando frammenti per tenere a memoria il contenibile, volando sulle praterie della fantasia come si volesse vedere senza fatica i cinque continenti e andando oltre, pensando e sperando di vedere il sesto! Neppure esistesse!

di Roberta Maresci

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