Magazine Giovedì 12 luglio 2007

L'amore è una variabile impazzita

Se vuoi contattare il Dottor Marco Ventura scrivi una email a lettinovirtuale@mentelocale.it

Magazine - Ciao Marco,
ti scrivo per raccontarti la mia (nostra) storia e per ricevere un tuo aiuto ed un tuo consiglio. Ho 28 anni e sono fidanzato da un anno e mezzo con una ragazza di 31. La differenza di età non è mai stato un problema per nessuno dei due, tranne che per qualche momento in cui la mia inferiore maturità è uscita. La mia ragazza sta cercando di laurearsi, non ha ancora un lavoro fisso e vive ancora con i genitori, mentre io ho da dieci anni un buon lavoro fisso, abito da solo da cinque anni e sto continuando degli studi serali (in questo la mia ragazza mi sta aiutando in maniera decisiva!). Per questi aspetti che ti ho raccontato le pressioni che lei riceve dall'esterno (ma soprattutto dalla sua coscienza interna) sono grandissime.

Fino ad oggi le cose tra di noi sono andate benissimo, tanto che abbiamo iniziato a progettare la nostra vita insieme con argomenti quali il matrimonio, dei figli, una casa... quindi lei sente la necessità di finire gli studi e trovare un lavoro in fretta. In questo mese si è candidata ad un concorso pubblico e la necessità di studiare e di preparare delle prove si è fatta ancora più grande. Tutto questo ha fatto sì che ci vedessimo e sentissimo molto poco e che le sue attenzioni volgessero (giustamente) su altri argomenti lontani da me. Purtroppo nei giorni scorsi - all'inizio dell'ultima (quindi la più importante) settimana - ho fatto un grande errore. Le ho detto (testuali parole) "fai un esame di coscienza" sul tuo comportamento, perché ultimamente mi sento molto trascurato.

Sono consapevole di aver fatto un errore madornale e di averle dato una botta tremenda, ma quello che le ho detto era vero e lei lo sa. Purtroppo quelle parole sono uscite perché ero veramente in crisi e mi sentivo messo in secondo piano rispetto al suo studio ma anche a tutto quello che ci accadeva intorno. Lei ha cominciato a chiedersi se io le voglia bene oppure no perché, nonostante mi avesse avvisato che sarebbe stato un periodo difficile, io con queste parole non l'ho aiutata. Il giorno dopo mi ha ordinato di non chiamarla e di non farmi vedere per almeno una settimana. Le ho fatto visita la sera stessa, peggiorando credo le cose.
Mi ha detto (urlato) che deve studiare e che ha bisogno di tranquillità. Si è isolata perché deve "proteggersi". Sono seguite due veloci chiamate per chiederle se stava bene, ma lei si è rivelata molto fredda e distaccata, parlando a "monosillabi" e ribadendo che deve studiare. Quindi ho deciso, pur soffrendo, di fare quello che ha ordinato.

Ho paura di perderla e di aver fatto l'irreparabile! Sono terrorizzato dal pensiero che abbia un dubbio sui sentimenti che provo per lei. Sai qual è l'aspetto che più mi fa star male? Credo che il suo dubbio sia stato creato anche dal mio comportamento non sempre "espressivo". Per esempio quando parliamo del futuro (matrimonio-figli-casa) il mio cuore si riscalda e si illumina di gioia e felicità, emozioni che però non riesco ad esprimere con il corpo.
Purtroppo non si possono condensare i comportamenti, le personalità, i caratteri e le caratteristiche di una coppia in un messaggio, quindi non pretendo una risposta da "sfera di cristallo". Ti chiedo però un commento sulla nostra vicenda e in particolare sul suo e il mio comportamento. Cosa devo fare? Insistere o aspettare un suo cenno? Può interpretare il mio assenteismo come menefreghismo?
Ti ringrazio, in ogni caso, per la tua attenzione e la tua disponibilità.
Buon lavoro

PS: Se ti può interessare, io non le voglio solo bene... IO LA AMO!


Incominciamo a chiarire una cosa, l’amore è una variabile impazzita. Non c’entra con il buon senso, con la logica, con la linearità e purtroppo, neanche col fatto che possa essere reciproco, anzi. E già questo incipit potrebbe togliere il fiato (cosa che, spesso, fa davvero).
Detto questo, e scusa se è poco, nel leggere la tua lettera mi ha colpito molto il riproporsi di un tuo "senso di colpa" che sembra appartenere a qualcosa di diverso da ciò che scrivi. In altre parole, non capisco a cosa alludi quando parli della tua immaturità, se ricordo bene hai un buon lavoro, hai una casa e studi la sera. Queste non mi sembrano le caratteristiche di un ragazzo "immaturo". C'è forse dell’altro? E poi, sempre leggendo la tua lettera, faccio fatica a credere che tu abbia fatto degli errori così "madornali". A meno che parlarsi, confrontarsi, criticarsi e rimettersi in sintonia, se sentiamo che ci stiamo allontanando, non sia un errore.

Pensa che a me sembra proprio quello che si dovrebbe fare all’interno di una coppia. Sì, d’accordo, può darsi che le modalità con le quali lo hai fatto non siano state sempre coerenti con lo spirito che ti spingeva a farlo, e può darsi tu sia stato un po' maldestro in questo. Ok, non sarà certo il massimo, ma da qui a definirli degli "errori madornali" ne passa.
Quindi, visto che me lo chiedi: no, detta così la vostra storia non mi quadra del tutto. Non discuto sui tuoi sentimenti, ma sembra che manchino dei pezzi, dei passaggi. Qualcosa mi sfugge: questo suo repentino cambiamento nei tuoi confronti soltanto perché "deve studiare" non mi convince. E se posso essere riduttivo, dalla tua lettera sembra "solo" che tu la ami e lei no, o almeno non più, e chissà per quali motivi, non certo perché le hai chiesto di fare un esame di coscienza. Per quanto ne so io, non basta un errore (anche se "madornale") di questo tipo a rompere una storia d’amore. A meno che non vi siano stati altri errori, magari piccolissimi o sconosciuti che avevano già prodotto delle crepe. Ma a questo punto non è così chiaro chi li ha commessi e quando.

E per finire con la tua ultima domanda, direi che insistere è fastidioso almeno quanto l'aspettare un suo cenno è squalificante. Suggerirei un equilibrio tra i due comportamenti.
Mentre scrivevo mi è venuto in mente che conosco molte persone che studiano e contemporaneamente lavorano: magari non sono sempre di buon umore, ma non per questo "si isolano da tutto e da tutti". Nella vita ci sono anche altre cose importanti. Spero che tu, per lei, sia ancora una di queste.

di Marco Ventura

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