Magazine Lunedì 2 luglio 2007

Olof Palme: la prima biografia italiana

Magazine - «Noi non combattiamo la ricchezza, combattiamo la povertà», nel suo discorso d'investitura a leader del Partito Democratico, Walter Veltroni ha citato una celebre frase di Olof Palme. Grande statista, condottiero della socialdemocrazia svedese per oltre un trentennio - prima del suo misterioso assassinio a Stoccolma, il primo marzo 1986 - Palme è stato il fiore all'occhiello della sinistra europea nel secondo dopoguerra. Nonostante ciò rimane una figura poco nota al grande pubblico. Aldo Garzia, storico e sociologo, grande conoscitore di , ha rimediato a questo vuoto con una biografia dal titolo Olof Palme. Vita e assassinio di un socialista europeo (Editori Riuniti).

Neutralista ma fortemente coinvolto con i temi internazionali (soprattutto del Terzo Mondo), critico sia nei confronti di Mosca che di Washington, Palme fu un punto di riferimento per il pensiero politico europeo. Il volume inizia con un capitolo sulla morte del politico, ucciso nelle strade di Stoccolma, mentre tornava a casa (senza scorta) dopo una serata al cinema. «Il suo omicidio è avvolto nel mistero da venticinque anni - dice Garzia - per certi aspetti è simile a quello kennediano». Garzia prosegue poi con una storia, molto documentata, che intreccia le vicende e le idee di Palme con quelle del suo paese. «La socialedemocrazia in quel periodo era all'avanguardia, il punto più avanzato d'Europa, con un'organizzazione dello Stato da far invidia».

L'intento di Garzia è ricostruire la storia di un personaggio che ha incarnato i valori alti della politica: «Palme aveva un'idea della politica pregna di significato, soprattutto come strumento per cambiare la società». In Svezia la la figura di Palme fa parte della memoria storica: «e c'è grande nostalgia per quella stagione», continua lo scrittore.
La ricerca di Garzia continua con altri due personaggi che si inseriscono nel filone della socialdemocrazia: «mi sto occupando di Willy Brandt, cancelliere tedesco dal '69 al '74, il fautore della cosiddetta Ostpolitik; e poi un libro intervista a Zapatero». Ma non c'è solo la politica: «è in progetto una monografia critica sul regista Ingmar Bergman».

di Daniele Miggino

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