Magazine Giovedì 21 giugno 2007

Cavalli e mostri da Artebambini

Magazine - Medesimo formato: 21x21 centimetri.
Medesimo colore di fondo scelto per le copertine: azzurro.
Medesimo editore: Artebambini.
Medesimo luogo e periodo di pubblicazione: Bazzano 2007.
Cosa resta di diverso ai due nuovi albi illustrati Il cavallo e il soldato e Il mio mostro sotto il letto?
Tutto un bislacco mondo ricco di quella sonorità della filastrocca capace di accompagnare situazioni buffe ad immagini accattivanti. E alla fine entrambe i prodotti ci riescono.
Ma sveliamo l’arcano e sfogliamoli insieme.

Il cavallo e il soldato è una storia buffa che l’autore Gek Tessaro giustifica - anche nella veste di illustratore - nell’introduzione al libro - rarità nei prodotti per più piccini, che consente di condividere la passione per i cavalli. Il testo d’apertura è un racconto nel racconto. Una storiella mancante di disegni che possiamo comunque creare. E si sdebita così con la razza equina Gek Tessaro, da bimbo abituato a una lotta impari con la natura incapace di fornirlo “di quelle armi strategiche minime di cui godono perfino gli animali apparentemente più insignificanti, come la seppia o il verme di terra”. Occorreva quindi trovare una soluzione, qualcosa che lo salvasse: disegnare fu l’unico aiuto.
Rompevo un vaso? – scrive Tessaro – copiavo alla svelta un cavallo dall’enciclopedia, lo coloravo di marrone e, quando arrivava mio padre in collera con i cocci in mano, glielo mostravo e diceva: «Questo ragazzo è una peste, ma i cavalli li sa disegnare!»
Ancora oggi, che non disegna più cavalli per legittima difesa, questa filastrocca di un soldato che vuole andare a fare la guerra e di un cavallo che non risponde ai suoi comandi, si presenta come un racconto divertente e scanzonato.
Di un uomo d'armi accecato dalla voglia di combattere e un esemplare equino un po’ pauroso che, tranquillo, preferisce brucare l’erba e passeggiare. Il pensiero di Capitano Nicodemo è semplice: se devi correre due piedi sono pochi. Ma la vista di quattro zampe sembra far scomparire in lui la tristezza, per regalargli la speranza e la promozione sul campo a cavaliere. Ma il quadrupede Pietro obbedì “finché non sentì della tromba lo squillo, finché non si accorse che in quella direzione sparava la mitraglia, tuonava il cannone. Il soldato andava in battaglia, aveva la spada, il cappello e la maglia; il cavallo, invece, nessuna fretta si guardava intorno e brucava l’erbetta”.
E la storia continua in rima, tra un segno che pare originato da un pixel ingrandito e una parola a costruire la trama che conclude facendoci sembrar volgare “con la cacca avere a che fare. Anche se la cosa assurda di questa terra è che non troviamo volgare la guerra!"
Pensateci gente, pensateci.

E intanto un'altra storia fa capolino dietro la copertina de Il mio mostro sotto il letto, scritto a quattro mani come fosse una deliziosa sonata da Barbara Barbantini e Arianna Sangiovanni, con illustrazioni di Marioandrea Barbantini.
Pensiero e vocaboli semplici per la più classica delle paure animate dal buio e dal silenzio. Ecco che emergono sotto il letto le creature più fantasiose in un gioco della fantasia dove lavoretti fatti a mano animano pupazzetti mai creati prima. Perché: che cos’è un mostro?
Un mostro è un essere che non conosciamo e provoca la nostra paura.
I mostri si ritrovano in ogni cultura del mondo, in ogni sogno di bambino, nei racconti, nei film e nei fumetti. Il mio mostro sotto il letto descrive e racconta le storie di sedici personaggi dimostrandoci tutta la loro umanità, fino a farci quasi tenerezza. I bambini potranno quindi trovare elementi e stimoli per inventare le loro personali storie fantastiche.
Si chiamano:
Cosetta = un batuffolino di pelo rosso, con una collana di teschi colorati, che ama fare il solletico ai piedini con foglie e naturalia varia;
Lola = una micia a tre occhi facile agli innamoramenti;
Famiglia siamese = una vera e propria banda a delinquere del terrore che di mestiere fa proprio i mostri sotto al letto;
Adele = un tutù di pizzo in vita e giù a spaventare bimbi a passo di danza, rimirandosi negli specchi, nelle pentole, nei cucchiai da thè e persino nella sua ombra;
Aurelio = capace di terribili muggiti con il naso e di scalciare neppure avesse gli zoccoli;
Violetta = non si piace e così ha sempre il broncio;
Ombra = compare all’improvviso, con due occhi da gatto e con lunghe ciglia di seta;
Pepe = un mostro novello con denti aguzzi e occhio di traverso;
Sofà = un vecchio mostriciattolo con l’abito tappezzeria che ama sostituirsi alle poltrone per sorprendere i bambini pigri;
Carousel = di notte fa il mostro sotto il letto e di giorno lavora al circo come equilibrista sulla fune;
Argo = deve ancora terminare gli studi per diventare mostro sotto il letto, ma è dotato, con quei 5 grandi occhi e la bocca spalancata;
Buiobuio = è il più timido fra i mostri, tanto che se gridi luceluce scappa terrorizzato;
Velluto = un coniglietto notturno elegante col suo panciotto e lunghe orecchie nere;
Arancino = gambe corte e storte ha proprio un gran testone;
Ofelia = può fare il mostro chi ha voce da usignolo?;
Cipresso = verde e fiorato è sceso sulla terra per trovar fortuna.

A questa galleria di mostri inventati - che nulla o poco hanno di spaventoso - si aggiunge una sequenza pensata da artisti che hanno dato voce con le loro opere a paure, sogni e incubi. E il viaggio parte alla volta del buio in compagnia del pittore fiammingo Bosch, del sonno di Francisco Goya, del babau o dell’uomo nero fatto disegno dal pennello di Heinrich Füssli, delle ombre di Christian Boltanski e di creature partorite dalla mente di Max Erst.
Minaccioso invece è il ragno di Louise Bourgeois o l’istallazione gommosa di Takashi Muratami.
Un bellissimo libro che mostra mostri dall’animo delizioso destinati a istaurare ottime amicizie con i vostri pargoli.

di Roberta Maresci

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