Concerti Magazine Mercoledì 20 giugno 2007

Sta per nascere una stella?

Venerdì 22 giugno 2007 alle 21.30 il Quartetto di Simona Bondanza chiude la stagione del in via Vernazza. È un appuntamento importante che, per la relativa chiusura di quell’universo che ancora si chiama "jazz" e, in fondo, anche perché il locale non è neanche molto grande e conviene prenotare, potrebbe passare in secondo piano; ma per molti potrebbe essere la scoperta di una nuova, affascinante "voce". A Genova, com’era successo dieci o anche quindici anni fa, qualcosa si sta muovendo.

Simona Bondanza è adesso una delle vocalist più interessanti in Italia, non tanto per il timbro molto personale e molto duttile o per la grande varietà espressiva e del repertorio, ma perché è intelligente. Quando mette mano a una canzone, capisce di che si tratta, di cosa parla, cosa possa esprimere per tutti e anche per sé. Così, lavorando soprattutto con musicisti ancora, come lei, giovani e curiosi, con esperienze diverse porta a un repertorio insolito e a nuovi modi di presentare la musica, approfondendo e facendo proprie le qualità di improvvisazione e rielaborazione tipiche del jazz. Nel senso che un interprete jazz è anche un autore, se cantante prende una canzone e la ritrasforma, la plasma sulla propria personalità, in pratica la ricompone. Non drasticamente, niente di eccessivo, la melodia in genere si riconosce eccome, ma poco a poco la canzone cambia autore, e suona tutta nuova, anche più leggera, qualche volta, più agile, allegra.
La sua ultima apparizione pubblica è stata domenica 17 giugno a Lavagna, quando, per uno degli incontri di , ha affiancato con splendide canzoni "a tema" le letture da Isolario di Ernesto Franco, accompagnata dal contrabbasso di Pietro Leveratto.

Il suo notevole quartetto comprende Alberto Tacchini, pianista che, per la splendida qualità di suono e le originali capacità ricreative, si ascolta spesso nelle più acute formazioni italiane (dai gruppi di Tiziano Tononi, alla splendida orchestra di Roberto Bonati), il contrabbassista Alberto Malnati e il batterista Rodolfo Cervetto, che negli ultimi anni ha moltiplicato esperienze importanti (come le collaborazioni con Gianni Basso e Gianni Coscia).
Sono quattro musicisti diversi che da tempo sanno formare un suono comune, un suono molto elegante ma anche incalzante, avvolgente, trascinante. Senza troppo chiasso, eppure il contrabbasso ha un suono potente e spesso trova melodie in assolo; la batteria ha una varietà timbrica e espressiva sempre crescente ed è presente senza mai strafare; il pianoforte è uno dei più avventurosi, ma per qualità di approfondimento, non di allontanamento dalla musica da cui parte.
Nella loro musica, che è molto attuale e molto fascinosa ,c’è molta storia del jazz e della canzone standard più amata, c’è il blues, ci sono i temi di Tom Waits, di Bob Dylan e di Joni Mitchell, le creazioni di Steve Lacy e pezzi originali di Tacchini e Malnati. E ancora, alcune canzoni tedesche d’autore della splendida stagione del Kabarett, gli anni Venti e Trenta del Novecento: un repertorio che Simona Bondanza sta approfondendo in un nuovo eccellente quintetto diretto con Pietro Leveratto, Entartete Zeit (tempo degenerato), ascoltato quest’anno con grande successo al Teatro della Gioventù e anche a Radio 3 lo scorso 4 maggio.
Tutto è riconquistato, rivissuto, rielaborato con eleganza, ripensato con affascinante originalità e freschezza, con gran senso del teatro e molto amore per la musica. Quella che piace.

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