Magazine Martedì 19 giugno 2007

La posta del cuore

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Dunque... da dove cominciare? Forse dicendo che ho un problema di cuore e da più di un anno mi arrovello in un circolo vizioso. Sto con un ragazzo da 15 anni, di cui 7 di convivenza. Il nostro rapporto è nato da uno sguardo. La prima volta che l'ho visto ho pensato che aveva gli occhi buoni e "non mi avrebbe mai lasciata". Sì, perché il mio problema più grande è quello che mio papà è andato via con un'altra donna quando io ero piccola e per questo vivo i rapporti amorosi con il terrore di essere abbandonata.
Tutto cominciò così, piano piano. Poi, dopo circa un anno, lui ha cominciato a chiedermi più libertà: uscire con gli amici, andare in vacanza da solo. Io abbozzavo, per la paura di perderlo e per il fatto che lui mi dicesse che non dovevo togliergli la sua libertà.
Ora questa sua voglia di libertà ci ha portati ad essere lontani: lui tre sere a settimana va in palestra e torna alle 23, un'altra sera gioca a calcetto e torna alle 3/4 di mattina, il martedì - l'unica sera libera - si va a cena dai suoi genitori. Ecco il mio sbaglio: per paura di perderlo ho sempre abbozzato su tutto.
Ma ora sono stanca e questo lo dimostra anche il fatto che non lo desidero più. Sono stanca del rapporto e di essere sempre sola, però non riesco a lasciarlo: quando decido ho tremendi sensi di colpa e mi assalgono ricordi di una vita insieme. L'anno scorso sono andata via di casa per 8 mesi e sinceramente sono stata bene, però ci sentivamo sempre. Lui mi chiedeva di tornare, ma due giorni dopo il mio ritorno è andato con il padre in vacanza lasciandomi sola a Roma a lavorare. Che devo fare? Non riesco più ad uscire da questa situazione.

Cara anonima,
dalla situazione che descrivi mi sono fatta l'idea che sia "semplicemtente" una questione di mentalità. Forse anche suo padre è così, forse il tuo compagno è cresciuto in un ambiente fatto così. Fatto che non lo giustifica neanche un po'. Né giustifica la sua abilità nell'approfittare della tua remissività "da trauma".
Che devi fare? se sei stata via otto mesi, immagino che abbiate parlato prima; se lui ha sempre "ottenuto" gli ampi spazi di libertà di cui gode; immagino che ne abbiate parlato prima; se vi siete parlati tanto per telefono, ma lui non ha mai fatto niente di concreto per farti tornare, immagino che non avesse tanta fretta di riaverti con sé... che vuoi fare? parlarne ancora? Lascialo, questo vuoi che ti dica e ti accontento. Un uomo assente non c'è, appunto. I momenti belli sono legati al passato. Sei stata capace di vivere da sola per quasi un anno. Ricomincia, sei cresciuta, il trauma del passato forse pesa di meno, cerca un uomo con cui condividere e impara a prendere anche tu i tuoi spazi di libertà, non far dipendere tutta la tua esistenza da un uomo.
Coraggio, e auguri...
Antonella

di Antonella Viale

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