Concerti Magazine Martedì 19 giugno 2007

Festival del Mediterraneo: sound e danza

Magazine - La musica dal mondo è sempre più vicina. E allora per il Festival Musicale del Mediterraneo, giunto quest’anno alla sedicesima edizione, è venuto il tempo di rinnovarsi. «Dal 1992 a oggi – afferma Davide Ferrari, direttore artistico - abbiamo fatto sì che il mondo arrivasse da noi. Ma adesso, con due lire si prende un aereo e si va nel mondo a ascoltare le musiche dei popoli. Su internet poi è ancora più economico, per questo avevamo deciso di fare una pausa, per riflettere e capire da dove ricominciare».
Alla fine dell’edizione 2006, sorge un’idea semplice: daccapo. Ripartire dal confronto fra le arti, in particolare musica e danza e da un incontro umano intenso, maturato sulla realizzazione di molti lavori, quello con il coreografo Giovanni Di Cicco e la compagnia di danza Arbalete.

L’appuntamento è per lunedì 25 giugno, per una settimana (fino a domenica 1 luglio) di navigazione tra suoni e corpi in movimento, toccando i diversi continenti per raccontare delle origini di alcuni generi musicali etnici, in serate a evento doppio: dalle percussioni giapponesi (Taiko) ai ritmi brasiliani, salsa con l'orchestra colombiana pluripremiata LA 33 e capoeira con il Gruppo Triarte e i Maestri brasiliani provenienti da varie città italiane. Dentro la notte sufi per festeggiare gli 800 anni dalla nascita del poeta persiano Rumi e vedere la diversa lettura del messaggio del maestro della confraternita raccolto e sviluppato in Marocco, Pakistan e Persia.
Non scansare i prodotti nostrani alla luce del ritorno di fiamma tra i giovani per Pizzica e Taranta, per poi concludere con un concerto con allacciati pezzi di danza della scoppiettante Banda di Piazza Caricamento. Viaggiare dall’India del Rajastan all’Andalusia alla scoperta delle origini del Tango, in un confronto fra passato e presente; passare una notte tra musica elettronica e suoni antichi, con le risposte che a questi sanno dare i corpi con Setu, Handsdancefeet e In-Contro (Chiara Cipolli e Nacera Belaza); per poi fare ritorno al Giappone con lo spettacolo di danza Butoh di Tadashi Endo Here And... e giungere al gran finale con i migliori gruppi africani residenti in Liguria (coordinati da Johnny Sidney).

Con queste premesse il festival parte con un anticipo - giovedì 21 giugno 2007, ore 10-17 - che è un ripercorrere il festival teorizzandolo: La musica che danza, nell’aula magna San Salvatore della Facoltà di Architettura (salita Sant'Agostino). Nella giornata di studio suono e movimento si confrontano con lo spazio nelle parole di docenti universitari (Benedetta Spadolini, Brunetto Debatté, Rossella Mazzaglia, Stefano Tomassini), architetti (Monica Mazzolani), danzatori e coreografi (Cristina Negro, Giovanni Di Cicco, Amelia Di Lorenzo, in arte Ailema), musicisti (Claudio Lugo, Davide Ferrari) e un maestro di Capoeira (Fernando S. Da Silva).

Accanto al convegno e ai concerti, dal 26 giugno al 5 luglio è allestita la mostra La scrittura giapponese di Sensei Kurumaya Masaaki (@ Castello d'Albertis): «Per la prima volta in Italia, il maestro, - spiega Cristina Parisi dell'associazione - è il rappresentante più significativo di una tradizione che in Giappone accompagna gli eventi più importanti della vita e che in ogni regione ha il suo stile. Di recente Kurumaya Masaaki ha cominciato a esprimersi anche attraverso la scrittura, ma non tanto quella tradizionale, shodo (arte calligrafica) dalla spiccata tensione estetica, piuttosto quella che lui ama definire shoart, ovvero arte scritta, in cui mette la stessa forza che sui bastoni che battono sul tamburo. La scrittura diventa per il maestro un veicolo di insegnamento del suo strumento, ma lui estrapola anche dal linguaggio musicaleun insegnamento di vita». Non usa pennelli o pennini raffinati, ma qualsiasi cosa gli capiti sottomano «strappa un cartone lo intenge e dipinge». L'importante è leggere le didascalie che traducono messaggi che come succede spesso con gli orientali sono pillole di filosofia, tra cui per esempio il do è la via che l'essere umano percorre per tutta una vita essenzialmente per arrivare a trovare se stesso; oppure come nel daccapo musicale: nella vita ogni tanto bisogna fare il punto della situazione e tornare per così dire al segno, o semplicemente a un certo punto per rivedere il tutto.
E, infine, anche quest'anno durante il festival c'è la possibilità di partecipare a workshop, questa volta incentrati però sul corpo. Tre le proposte aperte a tutti: Flamenco, danza Indiana e Capoeira Brasiliana (@ Palestra del Mandraccio al Porto Antico - ore 17-19).

Ingresso: intero: 10 eu - Ridotto: 8 eu - abbonamenti: N° 6 Serate: 40 eu - N° 4 Serate: 25 eu - serata 1 Luglio 2007 - ingresso gratuito. Info: Echo Art - tel. 010 2542604 - 010 211548 - , www.echoart.org

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