Magazine Martedì 19 giugno 2007

Larsson: in viaggio fino a Genova

Magazine - «Dell'Italia mi piace la convivialità, la buona cucina e le discussioni a tavola. Ma ci sono troppe macchine». E cellulari? «Beh, sì, anche». Lo dice Björn Larsson, professore, traduttore nonché scrittore di successo, ma soprattutto velista capace di rimanere cinque anni in navigazione. Se avessi pensato di trovarlo alle prese con i gelidi venti del Nord sarei rimasto deluso: «no, no, non mi disturbi, sono sul bus», dice quando lo chiamo.
L'autore svedese vive diviso tra due mondi: quello terrestre perché non se ne può fare a meno, quello marino perché per lui è sinonimo di libertà.
Giovedì 21 giugno alle 17.30 sarà a Genova, presso il , per presentare la sua autobiografia Bisogno di libertà (Iperborea).

Navigare e scrivere per Larsson sono cose strettamente legate. Il suo maggior successo è La vera storia di Long John Silver, romanzo incentrato sul famigerato pirata; prima c'era stato l'esordio con Il cerchio celtico, thriller di ambientazione marinaresca che gli ha dato la notorietà; poi La saggezza del mare, un vero e proprio diario di viaggio tenuto negli anni in cui navigava senza sosta tra l’Atlantico, il Mare del Nord, Scozia, Irlanda, Galles, Bretagna, Galizia, Ebridi. «In un certo senso scrivere e navigare sono la stessa cosa: c'è l'incertezza del tempo, della rotta, del risultato. Un libro è come un'avventura, una lunga crociera. Non una traversata, piuttosto un viaggio senza meta».

La libertà è una barca già pagata e con scorte a sufficienza per starsene un po' in giro. È un'altra delle massime di Larsson. Come nasce il suo amore per il mare? Lo scrittore non è nato sulla costa: «ma ho iniziato a fare il sub quando avevo quindici anni. Il mio sogno era diventare come Cousteau. Ma poi ho scoperto che ci vogliono troppi soldi». C'è un'altra metafora della libertà: Long John Silver. «Nel mio libro La vera storia di Long John Silver ho cercato di spiegare come in lui ci sia una mescolanza di seduzione e paura. Anche la libertà allo stato puro fa paura. Silver era diverso dagli altri pirati: lui voleva essere libero».

Solitudine, libertà come assenza di vincoli, sfide. Larsson è un burbero lupo di mare? Nient'affatto. «Il viaggio che mi ha portato a scrivere La saggezza del mare - dice - è stato un piacere enorme per me: ho coltivato amicizie a distanza, ne ho fatte di nuove, mi sono sentito più ricco e maturo». Quanto è importante il ritorno per lei? «Non è fondamentale, un viaggio vero è di sola andata», dice Larsson, che confessa di non sentirsi legato a nessun posto, ma di aver visto molti luoghi in cui avrebbe potuto fermarsi. «Troppo spesso l'identità è un concetto usato ad esclusione degli altri. La gente ha paura di cambiare», prosegue.

Che difficoltà si trovano a scrivere di sé? «Ci sono due grossi problemi: il primo è avere qualcosa di interessante da raccontare. D'altra parte la vita reale è un contenitore senza limiti, mentre in un libro bisogna sempre selezionare le cose da scrivere».
La prossima avventura di Larsson è un libro di racconti che ha appena finito e verrà pubblicato in Svezia in primavera. Aspettando di salapare un'altra volta.

di Daniele Miggino

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