Magazine Lunedì 18 giugno 2007

Cederna tra poesie, avventure e racconti

Martedì 19 giugno Giuseppe Cederna presenterà al Festival Internazionale di Poesia lo spettacolo Poesia, compagna di viaggio. Con lui ci sarà Alberto Capelli alla chitarra elettrica e acustica.
Nel Cortile Maggiore di Palazzo Ducale alle 22.

Chi conosce Giuseppe Cederna come protagonista di film quali Marrakesh Express e Mediterraneo di Gabriele Salvatores, oppure come autore e attore a teatro, forse non sa che bastano pochi minuti di chiacchiere al telefono con lui per scoprire le sue doti umane: ma l’affabilità e la gentilezza non nascondono la passione che mette nel recitare, scrivere e trasmettere tutto questo al pubblico.
Cederna ha trascorso la settimana scorsa sul set romano di , opera prima del regista Ago Panini: «una commedia ben scritta, un noir ironico e divertente. Per me è stata un’esperienza positiva, che mi ha permesso di interpretare un ruolo diverso dal solito», commenta l’attore, che nel film è un portiere d’albergo vittima per tutta la notte di due balordi, interpretati da Claudio Santamaria e Michele Venitucci. Il film, in otto episodi, vede un cast d’eccezione: in una delle stanze dell’albergo Raul Bova cerca di convincere la fidanzata a non lasciarlo; al di là della parete si racconta la storia di due amanti (lei è Claudia Gerini); Gabriel Garco e Raiz degli Almamegretta sono due delinquenti che fanno irruzione in albergo, mentre in un’altra stanza un regista di porno, Bebo Storti, gira le scene di un nuovo film con la sua attrice, Vanessa Incontrada.

Domani, martedì 19 giugno, Giuseppe Cederna sarà a Genova per partecipare al : «per me non è la prima volta alla manifestazione. Ho già presentato qui uno spettacolo su Carver e uno sul viaggio». Già, perché quello di Cederna è un animo da viaggiatore e la poesia è sempre stata per lui una “compagna di viaggio”: «nel Cortile Maggiore di Palazzo Ducale leggerò alcune delle poesie senza le quali non posso partire. Le porto con me scritte su una fotocopia di carta sottile, nel mio sacco da montagna».
Ma cosa può fare una poesia durante un percorso spesso difficile? «Dalla guerra in Somalia e in Sudan fino alle montagne dell’Himalaya, dalle isole del Mediterraneo fino al deserto algerino e ai fiumi rossi dell’Etiopia, la poesia mi ha sempre aiutato. Nel ’92, ad esempio, sono stato in Africa per la prima volta, ma non come semplice turista: ero testimonial per Amref e ho conosciuto la carestia e la guerra civile. Con me c’erano i versi di Rilke e di Leopardi».
E proprio i canti del poeta di Recanati non mancano mai nello zaino di Cederna, «al campo base delle montagne indiane, così come in Nepal. Mi fanno ripensare a mio padre e alla mia infanzia».

A Genova leggerà Kavafis, Carver, Ferlinghetti, Baudelaire, Omero, Farid ad din Attar, Hikmet, Rimbaud «e poi Wislawa Szimborska, una poetessa polacca che amo molto e che ha ricevuto il Premio Nobel della Letteratura nel ’96. Spesso le poesie non sono semplici da leggere: io cerdo di trasmettere subito qualcosa al pubblico».
Non mancheranno i racconti di viaggio nati sui suoi molti taccuini: «scrivo molto perché attraverso il mio viaggio racconto me stesso». E dagli appunti presi in Himalaya è nato un libro, Il grande viaggio, che oggi è uscito anche in edizione economica e che Cederna ha trasformato in uno spettacolo teatrale. «Insieme a Giuseppe Baresi sto preparando un film documentario che racconta la mia esperienza in Himalaya».

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