Magazine Giovedì 14 giugno 2007

Rimbambiniamoci di libri

Magazine - Tu chiamalo se vuoi concentration. Che detto così non si presenta invece per quello che è: uno tra i giochi più popolari nel nostro Bel Paese. Dici memory e lo riconoscono tutti. Pronuncia all’inglese, oppure “memoria”, o “carte uguali”, o “figurina”, o “fotografia”, o “doppione”, per i giapponesi è parente stretto dell’uta garuta e del gioco di Kim.
Vero è che, nato come gioco di carte per due persone, è arrivato in Italia nella versione che in Gran Bretagna ha vinto il prestigioso premio “gioco dell’anno 2005” e “migliore scelta delle associazioni di genitori”: ovvero due scatole de-li-zi-o-se!
In una La Mummia, set da 47 carte + volumetto = Euro 13,50, prodotto da Magazzini Salani. Nell’altra I Dinosauri, medesima caratteristica del precedente. Risultato: un modo alternativo per procedere con le quattro fasi di memorizzazione, ritenzione, richiamo, riconoscimento.
Totale 4 giochi a portata di carta.

1) Uomo nero - Basta essere in due, ma noi in casa ci giochiamo anche in 3 (io, Massimo e Claudio), 4 (con nonna Anna) e 5 (quando viene nonno Luciano) per giocare a La Mummia o a Il T-Rex= come si giocasse a Pilone o Uomo nero. Le modalità sono quelle di sempre: dovete distribuire le carte. Chi si trova in mano una coppia di carte identiche, le mette da parte. Il primo giocatore sceglie una carta a caso dal giocatore alla sua sinistra. Se la carta pescata è uguale a una che ha già in mano, mette giù la coppia, poi passa il turno al giocatore seguente, e così via fino a quando non si esauriscono le carte. Perde la partita chi rimane con quella della Mummia (se si gioca scoprendo i misteri dell’antico Egitto, oppure con quella del T-Rex se si dribbla tra le stravaganze dei piccoli o grandi dinosauri.

2) Figurina - L’alternativa è il memory, che richiede la disposizione sul tavolo di tutte le carte a faccia in giù. Occorre scoprire le carte uguali per collezionarne il maggior numero. Vince chi ne ha di più in mano.

3) Famiglie – Per giocare occorre essere in due o tre invitati. Nel mazzo ci sono delle famiglie, con 2 carte per ciascun soggetto, tranne per una, spaiata, singola, solitaria. Dovete distribuire le carte e… beh poi inizia la pesca e si procede verso l’idea di dare una famiglia ai dinosauri che appartengono al nostro gruppo.

4) La quarta alternativa è fare le casette con le carte, per creare un accampamento, una torre, un edificio inventato. Oppure si può giocare a ventaglio, disponendole in mano come fossero un accessorio di moda, per inventare facce, imitare voci suoni e storie provenienti da un personaggio o piuttosto un animale raffigurato sul dorso. Oppure si può inventare il gioco della magia… della trappola, e ancora.

Insomma, basta liberare la fantasia a vantaggio del sapere, condensato anche sottoforma di lunga didascalia nel volumetto contenuto nel delizioso cofanetto. Un’ottima idea regalo che anch’io ho colto al volo regalando oggi la scatola della Mummia a mio figlio Massimo, che compie 4 anni (auguroniiiiiiiiii). Mentre a mio figlio Claudio (ad agosto 3 anni), quello dei Dinosauri. Un grazie ai Magazzini Salani e a Luisa Manzoni che mi ha fatto conoscere queste pillole di cultura, da rispolverare anche per noi adulti che abbiamo smarrito in chissà quale cassetto polveroso le nozioni scolastiche rivolte a quel coleottero magico e portafortuna chiamato scarabeo, piuttosto che a quel piccolo vegetariano chiamato Eterodontosauro, nome difficile per indicare quella lucertola dai denti diversi che tanto fa sorridere i miei piccolini.
Provate anche voi a mettervi in gioco e rimBAMBINItevi un po’, imparando e osservando le carte coi vostri frugoli.
Buon divertimento e buona cultura!

di Roberta Maresci

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