Magazine Mercoledì 13 giugno 2007

La posta del cuore

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Magazine - titolo: niente di vero

Mia cara Antonella,
devo dire che ti avevo abbandonato. Non ti leggevo più. Ma mi sei mancata. Non è una dichiarazione d'amore, sempre più rare anche se molto desiderate e memoria di chi, come me, vorrebbe ancora sentirsele fare. Come diceva un amico, non c'è niente di peggio di un'ex bella. Non ci credevo. Ora che mi avvio a grandi passi ad essere ex su tutti i fronti, capisco il significato di quella frase.
Mi è sempre costata molta fatica non guardare la decadenza fisica di chi mi era molto caro, di coloro che mi stupivano per le loro storie, la loro intelligenza, la sapienza frutto non della saggezza (si può esserlo anche a venti anni) come ci hanno sempre contrabbandato, ma della forzata rinuncia che ti fa guardare con ironia a quanto hai perso e a quanto non potrai più avere... Ho terrore dello sguardo compassionevole e disgustato dei giovani quando guardano un corpo che porta i segni degli anni. Ricordo troppo i miei recenti sguardi su compagni più avanti di me negli anni, per sopportarne simili... e allora che fare, mia cara???
È ineluttabile o anche qui è solo una questione di capitale??
Tua quasi fedele nel tempo,
Dina

Cara Dina,
grazie tante per le belle parole, che fanno sempre lavorare meglio. Ma veniamo subito al punto, assai dolente. Se vogliamo farne una questione -quasi- metafisica ebbene, me ne tengo lontano, ma ho fede solo nel bisturi. Quindi in un certo senso è una questione di capitale, perché bisogna trovare uno bravo e procedere per piccoli ritocchi, se no più che giovani si diventa teschi.
Se vogliamo farne una questione ideologica, vediamo di voltare orgogliosamente le spalle alla società dell'apparire e di puntare sullo stile, l'allure acquisita nel tempo, oltre che sullo spirito e la qualità della conversazione.
Se vogliamo, invece, farne una questione sociale, consolati, sei caduta in piedi: mai come oggi i giovincelli cercano le donne di mezz'età -usiamolo, questo vocabolo terrorista!- e si innamorano per davvero, tra l'altro, quindi poteva andare assai peggio.
Se, infine, vogliamo andare al sodo, citerò una vecchia amica che, compiuti i cinquanta, mi disse in tono assai malinconico: «Sai, per una affascinante ma non bella da far girare gli uomini come me, i cinquanta e anche i quaranta avrebbero dovuto essere la Vendetta. Nel senso che, credevo, le ex belle sarebbero state ex belle e avrebbero sofferto, mentre io avrei avuto davanti un futuro usurpato di ex bella grazie alla classe e al fascino. Adesso mi sento una merda (pardon! n.d.r.). Esattamente come le ex belle vere».
Lo so che essere nella stessa barca di tutte le altre non è un conforto. L'unico possibile di fronte all'ineluttabile -ahimè, è proprio così- è farsi una violenza mostruosa e accettare con serenità. Tornare indietro con la memoria, pensare ai genitori o alle figure di riferimento del passato, al loro modo non di accettare, di vivere serenamente il trascorrere del tempo. Di viverci dentro, con l'orlo un po' più lungo, il tacco un poco meno aggressivo, il trucco meno accentuato... Loro sapevano, avevano un senso non solo del tempo, ma anche dello status, cioè del posto che occupavano nel loro mondo, che -quando erano intelligenti, ovviamente- le teneva al riparo dalle grandi crisi e anche dal ridicolo. Credimi, non sottovaluto la battaglia da combattere, ma non conosco strade diverse da quella della dignità. Auguri (e coraggio),
Antonella



PER L'ANONIMA CINQUANTENNE: cara, spero che tu ti riconosca e ricordi di avere scritto NO al permesso di pubblicazione. Per molti motivi che ho già scritto molte volte -li trovi nell'archivio- non rispondo più privatamente. Se credi posso modificare molto i dati che ti renderebbero riconoscibile e risponderti sulla rubrica.
PER SOFFRO: per piacere scrivimi qualcosa di più: che cosa fa lui e che cosa fai tu, perché vive lontano, che cosa avete in comune, che cosa vi attrae dell'altro. Perché, per ora, non ho elementi per darti una risposta sensata.

di Antonella Viale

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