José Saramago al Teatro Modena - Magazine

José Saramago al Teatro Modena

Magazine - Il teatro è un edificio generoso che ospita con la stessa magia ogni forma spettacolare.
Ieri sera il Teatro Modena non accoglieva uno spettacolo, ma piuttosto un incontro con l’eclettica personalità di José Saramago.
Il teatro era gremito. Da ogni palchetto spuntava una ciocca di capelli, penzolava un braccio, si intravedeva un busto. Il pubblico non era solo quello delle grandi occasioni: c’erano i fedeli dell’Archivolto, qualche immancabile personalità, i curiosi o interessati al luccichio del Nobel. La natura del pubblico è emersa nella fase conclusiva, che ha visto uno scambio d’idee tra Sanguineti e Saramago, moderato da Ernesto Franco. Gli applausi, provenienti dai lati diversi della sala a seconda dell’oratore, testimoniavano il costituirsi di due distinte fazioni, che supportavano ora l’uno ora l’altro scrittore. Tra i consensi, emergeva anche un diffuso imbarazzo e una certa tensione rispetto a tematiche scomode quali il ruolo della borghesia, l’analfabetismo funzionale, le elezioni, e la globalizzazione, per Saramago “una forma di totalitarismo”.
La serata è partita oniricamente con la lettura del “Racconto dell’isola sconosciuta”, una fiaba dal linguaggio semplice e dai toni romantici che narra di un “uomo che voleva una barca” e del suo ottenerla dal re in persona. Un racconto che tratta la questione del potere e della società, ma anche del progresso, delle scoperte e del sapere. Molto brava e divertente Carla Signoris che, con la sua comicità, ha abilmente sottolineato i lati ironici e satirici del testo. Meno convincente Giuseppe Cederna con una lettura piatta, dal tono vagamente stridulo e lontano dalla “voce profonda del narratore” delle Fiabe Sonore. Suadenti e marini i ritmi musicali composti ed eseguiti da Gianmaria Testa, Riccardo Tesi e Pier Renzo Ponzo. Alla fine della lettura, Saramago con impeto ha stretto calorosamente la mano agli interpreti del suo testo.
In una serata informale, la consegna del Grifo d’oro al prestigioso ospite, da parte del sindaco, è risultata più un'interruzione che un momento celebrativo. Più commovente il ringraziamento di Saramago per la lettura: "ho potuto ascoltare un mio testo proprio come fosse quello di un altro."
Nella seconda parte della sera, sebbene Franco abbia tentato a più riprese di portare il discorso sulla letteratura, gli scrittori hanno sviluppato le loro argomentazioni a partire da questioni strettamente politiche, dissentendo garbatamente sulla base comune di una visione marxista della società. Il lungo scambio tra i due intellettuali si è concluso - forse bruscamente - sulla domanda di Saramago "chi è il proletariato oggi?"
Finisce così il primo round. Stasera, 15 marzo, alle 21 il secondo Leggi l'articolo

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