Magazine Giovedì 7 giugno 2007

Rimbambiniamoci di libri

Magazine - Vuoi vivere in una città dove le case volano come fossero palloncini? Fai come Pepe: oggi ne possiede una in più di ieri e una in meno di domani, perché vuole arrivare un giorno ad averne abbastanza per volare in un paese lontano.
Vuoi una city popolata da bimbe che annaffiano fiori a forma di casetta? Fate come Vera che, da quando una zia le ha detto che ogni casa fiorita fa felice una persona, ne ha seminate molte.
Ti piacerebbe vedere Rosa alle prese col suo bucato a mano? Stende tutta la casa al sole: prima le porte, poi le finestre a quadrucci e per ultimo il tetto a righe. C’è anche Nino, che ama la frutta: a lui sì che piacciono le casette mature, ma solo quelle che raccoglie arrampicandosi all’ultimo piano dell’albero del vicino, che sul tronco ha una, cento, mille e più finestrelle colorate pronte a spalancarsi sul mondo.
Vieni, vieni pure tu nel mondo fantastico, ingenuo e vivace di Yusuke Yonezu. Un ragazzo anche lui, presente nel 2005 a Bologna con una mostra di tavole originali proprio di questo suo primo libro: La mia città (Zoolibri, 40 pgg., 12 Eu).
Solo la copertina è diversa dal progetto iniziale. Il resto è descritto con stile surreale nelle deliziose pagine che trasformano un sogno di carta in bisogno di affetto, di continuità e di complicità con le proprie piccole cose che ci appartengono.

Perché ha le chiavi del nostro cuore la città in cui viviamo, giochiamo, leggiamo, impariamo, facciamo amicizia, dormiamo, mangiamo. E sta tutta in un abbraccio! Mio figlio Massimo (4 anni) me lo dice spesso: abbracciandomi e poi chiudendosi a riccio per giocare agli "abbracci-matrioska": «Mamma sei la mia casina». Ed è lì, in quella straordinaria parola di 4 lettere, che il rebus dell’infanzia trova la soluzione illuminandomi gli occhi prima ancora dell’anima. È lì che il mio Massimo trova la sicurezza, la dolcezza, la rassicurazione, il punto di riferimento con unsololetto, unsolospazzolinodeidenti, unasolacameretta, lasuapoltroncina. E la stessa emozione mi regala l’altro mio bimbo, Claudio (tre anni ad agosto), che invece mette le manine a pagoda, unendole solo nelle punte, per aprirle sotto a cercare (e trovare) la mia testa e tutta me stessa. Quando gioca a farmici nascondere, per poi simulare il vento, le foglie e tutto quanto ci viene in mente. È l’Amore.

Ludus! che favola imparare anche a leggere le storie con la naturalezza dei bimbi!
Noi voci narranti diamo volume ai loro labirinti fantasiosi dove i disegni di Yonezu con ironia e stile garbato chiudono il cerchio della storia. Il libro, che si legge col sorriso sulle labbra e con la leggerezza che solo un battito d’ali può regalare, è l’affettività fatta gioco. Per capire quando il sentimento assume la quinta essenza del nido che si fa pescare nel mare, neppure fosse un pesciolino, come capita al signor Alfredo: allora sì che il nostro cuore batte forte forte. E non ci resta che portarci dietro, sulla spalla, anche la nostra città. La nostra storia. La nostra vita.

Parlano di casa e amicizia anche altri due libri: immancabili nella libreria dei vostri lettori in erba. Sempre dell’editore Zoolibri, classe 2001, da Reggio Emilia: Gigante e Pallina (ciascuno costa 13.50 Eu) si leggono come fossero capitoli di un medesimo volume, firmato dallo stesso autore: Klaas Verplancke, artista fiammingo premiato anche con il Bologna Ragazzi Award, il Boekenpauw e candidato al Premio Andersen per il suo paese.
Tratto mosso, andamento lento e scrittura in punta di matita per le storie, da collezionare come fossero dei nuovi amichetti. Che si scoprono e si incontrano dalla vicinanza testuale. Discorso che vale poco se non faccio l’esempio pratico di accostare, metter vicine vicine le due copertine. Attaccate: così i protagonisti si incontrano per comporre un’unica copertina dove la schiena del gigante diventa l’elemento d’unione. Proseguendo nell’altro volume.
Fa fatica Gigante ad esser così voluminoso. Il suo cappello è il tetto, le nuvole sono la soffitta, giù nella cantina ci sono i piedi e nel suo mezzo c’è mezzomondo. Lì ci fanno mezzefeste con dolci mezzicotti. Ogni festa poi finisce proprio a mezzo di una canzonetta, e alle sette e mezzo tutti a letto. Ci arrivano nascendo bambini tutti interi, mentre qualcun altro invece se ne va, ma dove?
Continua la storia che non voglio svelarvi perché basta voltar la prima pagina del libro per ricevere la sorpresa: Gigante perde la casa... ma vince l’amicizia con la Figlia del Vento: una bimba che indicando il libro dice: «Un libro è un tetto. C’era una volta è la soffitta. E vivevamo felici e contenti è la cantina. Nel suo mezzo c’è mezzomondo. Dove si può abitare a pagina 121 come a pagina 64». Decidetelo pure voi lettori. Ai quali cedo l’invito a leggere l’altro libro, Pallina. Storia di una bimba e della sua casa costruita in un posto dove neppure in due si riusciva a vedere tutto lo spazio intorno. Fin quando, in cerca della luce, la piccola elimina il tetto e le pareti, facendo i conti con altri quattro amici con cui poi s’addormenta leggendo ad alta voce la storia di Gigante...

di Roberta Maresci

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