Magazine Mercoledì 6 giugno 2007

Le convivenze di Mariella Todaro

Quando inizio a leggere Convivenze di Mariella Todaro (Gammarò Editori - pp.100 - 13 Eu) sono in treno, durante uno dei miei interminabili e assonnati viaggi che mi portano da Rapallo a Genova. Dio li fa, poi li accoppia. Fido a Milano - 2006: sembra simpatico come inizio. E infatti lo è: la storia di una coppia gay raccontata in prima persona da un bastardino, Fido, appunto. Sembra che a scrivere sia un bambino, ingenuo ma assolutamente cristallino, incapace di comprendere il mondo degli adulti, fatto di lavoro, cene al volo e gelosie.

La convivenza con i due padroni, la mania dell’ordine di uno dei due, i rapporti col vicinato, il cibo in scatola, poi basta. La storiella finisce di punto in bianco, così com’era iniziata. Ora c’è Padri e figli. Ermanno a Torino - anni ’70: la storia di un ventenne che si innamora e sposa una ragazza madre. E così via. La travagliata storia di Giulia Beccaria nella Milano dell’800, i rapporti familiari nella rurale Sicilia degli anni ’30, la convivenza di un gruppo di ragazzi negli anni ’70, una coppia genovese ai giorni nostri: un susseguirsi di racconti anonimi, dislocati nel tempo e nello spazio. Spaccati di vita quotidiana, niente di più, niente di meno. È come se l’autrice avesse fatto capolino nella casa di ognuno di noi in una giornata qualunque, in un momento qualsiasi e avesse preso appunti.

Eppure, in tutto questo anonimato, in questa quotidianità e semplicità che pervade i quindici racconti del libro, c’è qualcosa di originale, forse perchè troppo spesso trascurato. Ogni racconto è una storia di vita, di uomini e donne che lottano, amano, soffrono. Sono tutte convivenze, tutte storie di persone, o animali, che vivono insieme: innamorati, amici, familiari.
Coppie etero e omosessuali. Ragazze madri e famiglie patriarcali. Studenti, parrucchiere e medici. Poco importa il sesso, la condizione economica o lo stato civile. Ciò che conta è dare voce a ogni singolo vissuto superando, con sarcastico candore, ogni pregiudizio sessuale, sociale ed etnico.
Una lettura scorrevole e frizzante, breve e leggera ma non per questo povera di contenuto.
di Federica Verdina

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