Magazine Martedì 5 giugno 2007

Lettino virtuale: lo psicologo risponde

Se vuoi contattare il Dottor Marco Ventura scrivi una email a lettinovirtuale@mentelocale.it

Magazine - Siamo una coppia di gay, io versatile e lui attivo non totale. Nel rapporto arriva a tutto fuorché alla penetrazione. Ora, sarà perché io sono versatile e vorrei provare a penetrarlo, sarà perché lui è curioso e ha capito che sarei la persona giusta per provare, vorrebbe farlo.
Ma c'è un problema: lui non si rilassa e la penetrazione risulta impossibile, anche se credo che lo voglia dal punto di vista fisico, ma non mentale. Secondo me ha paura di perdere quella che lui definisce la sua 'virilità'. Come fare per aiutarlo a rilassarsi? Cosa mi consiglia? Tecniche di rilassamento? Colloquio pre-rapporto?
Grazie,
Mauro


Cos’è la voglia di provare se non è accompagnata da una sottile paura di provare? Vale un po’ per tutto. È vero, però, che poi ci sono delle situazioni e degli atti che, per alcuni, assumono dei valori e dei significati molto importanti e che segnano, all’interno della coscienza che abbiamo di noi stessi, delle tappe fondamentali della propria identità e del proprio sviluppo. Questo vale per tutti noi, anche se ognuno vive storie diverse e si trova ad affrontare scelte che possono avere un peso soggettivo che varia da persona a persona. E questo per chiarire che lei solleva il problema in un rapporto omosessuale ma, in realtà, questo non cambia di molto la sostanza e le implicazioni che ne derivano.

E temo che dare delle spiegazioni e delle definizioni tipo “lo vuole dal punto di vista fisico, ma non dal punto di vista mentale” possa essere, allo stesso tempo, abbastanza vero ma anche abbastanza inutile in quanto, per gli esseri umani, questa distinzione è molto più teorica che pratica e come spesso accade la difficoltà sta nel percepire l’importanza del confine tra ciò che è mentale e ciò che è fisico. E non è per niente facile, se non altro perché si tratta di sfumature, e di trovare un perfetto incastro tra i mille pezzi diversi che ci compongono. E poi, quante volte ci è capitato di scoprire che una cosa che credevamo ci piacesse poi, di fatto, non ci è piaciuta per niente? E ormai.

Questo per dire che, di fronte a situazioni come questa, l’atteggiamento dovrebbe essere di un sensibile equilibrio tra l’insistenza e la comprensione. Insistere perché lo riteniamo giusto. Comprendere perché rispettiamo le posizioni degli altri. Esagerare in più o in meno in entrambe le dimensioni potrebbe essere sbagliato. In un rapporto - in un rapporto vero - non è di questo tipo di sensibilità che c’è bisogno?

di Marco Ventura

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