Magazine Lunedì 4 giugno 2007

Anna Moon: A causa mia, ma senza di me

Sabato 9 giugno 2007, alle 18, presso la sede dell'Unitre (via Carzino, 2a - Sampierdarena), si terrà la presentazione di A causa mia, ma senza di me (Aletti Editore - pp.119 - 16,50 Eu) di Anna Moon, a cura di Luigi Surdich.
Lettura di brani scelti di Thea De Benedetti

Anna Moon, nata nel 1963, vive e scrive a Genova. È laureata in Lettere Moderne e si è specializzata nell’insegnamento della lingua italiana agli stranieri. Da molti anni opera in campo turistico.
A causa mia, ma senza di me è il suo primo libro.

Il romanzo parla delle conseguenze dannose della comunicazione "interrotta" fra mondo maschile e femminile e fra diverse culture e religioni, attraverso l’esperienza di due donne italiane appartenenti a generazioni differenti (o della stessa donna che ricade nello stesso errore? L’interpretazione viene lasciata al lettore). Si tratta di un fallimentare microcosmo amoroso dall’esito tragico, specchio di barriere insuperabili fra mondi imperfetti. Le barriere linguistiche, religiose e culturali sembrano superabili o addirittura inesistenti, da parte di Cecilia e Gemma, protagoniste del romanzo, ma il mondo maschile, che regge il confronto in preda all’iniziale infatuazione verso una donna "occidentale", poi crolla di schianto e lo fa attraverso l’assenza, la non risposta, ingigantita dal fatto che, che con i mezzi a disposizione nel ventunesimo secolo, il silenzio non trova più alcuna giustificazione. Fino alla tragica scelta di Goran che, in bilico fra due mondi imperfetti, precipita negli abissi, istigato dall’ignoranza di chi lo circonda.

«Il mio libro si dipana fra Italia, Turchia e Macedonia, paesi da me visitati e nei quali ho potuto incontrare persone, scopo ultimo di ogni viaggio. Dopo tanti luoghi e incontri, in quasi vent’anni di attività nel campo del turismo commerciale ho realizzato che il viaggio di per sé è una grande insulsaggine (lo scrive anche Amos Oz, da me citato nel corso del romanzo) se non implica incontri e messa in discussione delle proprie certezze, cambiamenti, aperture, abbattimento di pregiudizi e luoghi comuni. Se ci si arrocca in difesa delle proprie posizioni, non c’è alcuna possibilità di interloquire con le diversità e tanto meno di conoscerle. Gli esiti, nel mondo, sono continuamente sotto ai nostri occhi e per ora, non sembra esserci speranza, come nel mio romanzo che nasce da una sofferenza dovuta proprio alla difficoltà di comunicare nell’era della comunicazione.
Quasi una beffa.
Ho scelto la Turchia e la Macedonia perché sono vicini e, allo stesso tempo, lontani e oggetto di pregiudizi incredibili da parte nostra. Come succede quando non si conosce. Ogni paese è straordinariamente interessante, proprio per le sue contraddizioni.
Quale cultura non ne ha?
Anna Moon è uno pseudonimo. Il mio stile è conciso e incalzante, essenziale, difficilmente mi perdo in descrizioni che invece preferisco vengano da sé, attraverso le azioni e le parole dei personaggi, come amo vedere al cinema, di cui sono una grande appassionata».
di Anna Moon

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