Magazine Mercoledì 14 marzo 2001

Furto del Graal, finale a gran sorpresa

Magazine - Siamo giunti al termine del racconto di Umberto Costa. Per chi si è perso qualcosa ecco cio' che è accaduto sinora:
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Si notano anche alcuni grossi nomi della stampa nazionale: Enzo Biagi, che poche sere prima con Vespa a Porta a Porta ha lungamente pontificato sul significato del Graal nelle varie culture europee spingendosi anche a dipingere un Erode dal volto umano.
Gad Lerner che ha dedicato una puntata della trasmissione Pinocchio al problema delle religioni attorno al Santo Sepolcro, l’ex Ambasciatore Sergio Romano che sul Corriere ha fatto un lungo articolo controcorrente che descriveva di fatto i Crociati come degli spietati sanguinari in cerca di ricchezze, e nella settimana precedente alla Società di Letture e Conversazioni Scientifiche aveva dedicato i suoi strali ai Padri Templari, descritti come centrali della logistica del crimine di religione.
C’è persino Vittorio Sgarbi che per tutta una trasmissione ha esaltato il valore dell’Arca delle ceneri del Battista, a suo dire un capolavoro dei cesellatori del quattrocento mentre il Sacro Catino altro non sarebbe stato che "un cul di bottiglia"(sic).

A sorpresa, c’è anche Umberto Bossi che non ha mancato di cavalcare questa ventata di popolarità delle crociate per sguainare la spada di Goffredo di Buglione.

La chiesa non è in grado di contenere tutti i fedeli, (una navata è chiusa per via delle teche del tesoro), ma la Curia ha provveduto ad organizzare un circuito chiuso televisivo per quel migliaio che deve accontentarsi della piazza. Per fortuna non è un dicembre rigido.

Operai e tecnici hanno lavorato tutto il pomeriggio per approntare video ed audio.

La tensione è palpabile. La città si sta stringendo nella sua Chiesa, come in tutti i momenti importanti della sua storia, per mitigare nella preghiera la sua ferita, ma soprattutto spinta dal bisogno di capire. La liturgia con i canti e l’incenso esalta la commozione della folla.

Quale è la soluzione? ? ?

Alle 24 in punto il Cardinale scopre, sopra il tabernacolo, la statuetta del Bambin Gesù, mentre la cantoria intona Tu scendi dalle stelle. Un "Ohh" di generale stupore, primo fra tutti quello di Tettamanzi, sommerge il coro. Come per prodigio, ai piedi del Bambino, scintillante, è apparso il Sacro Catino. La confusione sotto le volte del Duomo è generale. Il brusio della gente è divenuto clamore. Flash di fotografi si materializzano improvvisi ignorando ogni divieto. La folla in piazza preme sui portoni per entrare e vedere.
Sono tutti stupefatti.
Solo al Sindaco Pericu sembra di cogliere un’occhiata di complicità tra uno dei cameraman arrampicato su di una vicina impalcatura e Carlo Repetti sempre enigmatico e compassato, e nella poca luce disponibile gli pare anche di scorgere un pollice alzato in segno di vittoria da una ragazza in tuta sullo stesso trespolo.
Solo l’addetto alla biglietteria e la Capo Guide avrebbero potuto riconoscere in quei due operatori TV, il giovane e la giovane che proprio alla vigilia del furto avevano visitato il museo di Albini, ma anch’essi, attoniti, avevano occhi solo per l’altare.

Con notevole presenza di spirito il Cardinale improvvisa alcune vibranti parole per rendere grazia a Dio per il miracoloso ritrovamento ed invita tutti ad unirsi ad un Te Deum di ringraziamento.
L’ex Assessore Repetti con la testa bassa è raccolto in preghiera. Dopo tutto la città ce l’aveva fatta, finalmente era a buon titolo inserita saldamente in tutti circuiti turistici europei.

La nuova vocazione tanto ricercata era realtà: il Sacro catino aveva battuto in efficacia il G8.

Pericu rivolge un altro sguardo al suo Assessore e ricompare il proverbiale sorriso.
Genova Gennaio 2001

Umberto Costa

di Annamaria Tagliafico

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