Magazine Lunedì 28 maggio 2007

Un giallo a sfondo sociale

Magazine - Elisabetta Bucciarelli
Dalla parte del torto
Mursia- pag. 400 – E. 17,00

Elisabetta Bucciarelli è autrice di cinema, teatro e televisione. Il suo primo romanzo, , sempre edito da Mursia, analizza i difetti della società milanese, fotografata all’ora dell’aperitivo, dedita all’apparenza e alle convenzioni sociali. In questa seconda e più matura opera narrativa i meccanismi del giallo servono per raccontare una società superficiale ossessionata da marche e tendenze. Dalla parte del torto è un giallo scritto con un linguaggio originale che scava nello slang e tra i modi di dire di una metropoli rappresentata in tutta la sua inutile mondanità.

La copertina del volume si presenta con un colore giallo intenso e mostra una foto inquietante di un paesaggio lacustre e nebbioso. Attira il lettore esperto di gialli e misteri, avvisa che si tratta di una crime story e l’appassionato del genere sa che all’interno troverà omicidi e indagini. Una giovane donna viene trovata morta al Parco Forlanini, un’altra al Sempione, la terza ai giardini pubblici di Porta Venezia. La firma sembra la stessa e l’incubo del serial killer tormenta i milanesi, ma la faccenda si complica perché vittime e sospettati hanno una doppia vita e non è facile distinguere il male dal bene.
La storia si snoda nell’ambiente della buona società milanese, tra genitori separati e annoiati, famiglie disgregate, ricerca di un’introvabile felicità e pratiche sessuali estreme. Indaga sugli omicidi l’ispettore Maria Dolores Vergani, ex psicologa sospesa dall’albo, insieme a una squadra composta da un pittore, un musicista, una copy writer e un fotografo di moda. I personaggi e le vicende sono portati all’estremo, la realtà è deformata fino ai limiti dell’inverosimile, ma pare specchio fedele di quello che ci circonda.

A mio parere è un giallo ben scritto e avvincente, ma presenta pure tutti i requisiti del romanzo sociale che racconta la vita di una metropoli e di una classe sociale dedita al vizio.
Ho apprezzato molto certe descrizioni liriche di Milano.
Tutti i cieli azzurri sono uguali. Ogni cielo grigio è grigio a suo modo. Milano è di piombo. D’inverno non si distingue l’orizzonte dallo skyline. Canna di fucile che entra nell’antracite, vira al cemento grattacielo e all’argento del ferro, per finire nel madreperlaceo delle pozze d’acqua. Grigio opaco di sera. Periferici, rarefatti, scialli di nebbia a soffundere i profili delle cose, delle case e delle ultime cascine sparse, ammorbidiscono angoli e smussano certezze.

Niente male. E si potrebbe continuare.
L’azione del romanzo procede con un ottimo uso del dialogo, i personaggi sono ben delineati, la trama è degna del miglior thriller d’oltreoceano e la lunghezza è quella giusta.
Non amo il giallo. Non sopporto più i noir. Non ho mai letto un thriller in vita mia. Vorrei che gli editori pubblicassero anche altro…
Tutto vero, però in questo giallo c’è qualcosa che altri non hanno e a tratti fa piacere assaporare pagine di buona letteratura.

Info www.infol.it/lupi

di Gordiano Lupi

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