Magazine Mercoledì 14 marzo 2001

A Genova esplode il turismo

Magazine - Per rinfrescarvi la memoria sulla prima parte del racconto:
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Trascinato dall’ondata di interesse il Carlo Felice ripesca dal recente passato un’edizione dell’Opera Salomè. La Scala mette in cartellone, con non pochi salti mortali, I Lombardi alla I° Crociata di Verdi, riuscendo a neutralizzare la richiesta a furor di popolo di una edizione completa della trilogia wagneriana.

Alla TV vengono riproposti i film Indiana Jones all’ultima Crociata e Il nome della rosa.

Bompiani da parte sua torna ad invadere le librerie con l’ennesima edizione dell’omonimo libro di Umberto Eco.

In tutta l’America Latina, dove i legami con la Liguria sono storicamente solidi, le Agenzie turistiche includono Genova come variante fissa dei tours in Italia disertati nel 2000 per timore delle calche giubilari.

Lo stesso concetto si diffonde un po’ ovunque e già in ottobre si cominciano a registrare lunghe code di scolaresche che uniscono alla visita all’Acquario quella al Duomo.

Il turismo parrocchiale della domenica dal Basso Piemonte, Lombardia ed Emilia viene convogliato a Genova per vedere il Tesoro, il cristallo violato, e la patacca verde che resta in mostra. L’Acquario diventa la visita di contorno. Trovarsi in Duomo facilita un’occhiata a Palazzo Ducale, ma manca il tempo per vedere la mostra di turno e ci si ripromette di ritornare.

Le Agenzie delle città principali varano dei pacchetti week-end che offrono due intense giornate di svago e cultura, fra Tesoro, Acquario, giro del porto, Palazzo Ducale, Galleria Spinola, passeggiata in via Garibaldi, via Cairoli, funicolare e piatto unico turistico al Righi, dove al forte Sperone viene improvvisata una specie di tavola calda in grado di fornire 2500 piatti per tre turni.

Il Centro storico si anima di curiosi, di bancarelle, di variopinte spezie nordafricane, di artigianato locale (compaiono anche alcune torri di Pisa in alabastro e modellini di gondole) ed extracomunitario. Le maschere lignee dell’Africa equatoriale vanno a ruba ed in ogni angolo si affollano improvvisati antiquari, ceramisti e pittori, con il primo positivo risultato che si fanno essi stessi carico di assicurare una decorosa pulizia dei dintorni, al punto da cambiare letteralmente aspetto a larga parte del Centro storico.

In primavera si registra già un aumento del 300% delle presenze turistiche, il quasi pieno negli hotel per i fine settimana con una ricaduta anche sulla ricettività del Tigullio i cui alberghi, per la prima volta dopo anni, avevano cancellato la consueta chiusura di febbraio.

Il centro Congressi dei Magazzini del Cotone raccoglie una lunga lista di prenotazioni per convegni da effettuarsi nel 2001 ed oltre. L’insufficiente recettività per il turismo medio fa comparire una nuova associazione, Genova Fa, che in breve tempo organizza alloggi presso privati del tipo bed&breakfast per oltre 2000 posti letto a prezzi modici. L’atteso evento del G 8 aggiunge ulteriore attrattiva per l’estate. Lo slogan è: "Visitate la Genova rinnovata del G8 ed il Sacro tesoro". Tutte le crociere mediterranee includono Genova come tappa fissa. Si calcola che questi approdi, da soli, comportino una massa di 350.000 visitatori.

I suggestivi ma angusti tholos che ospitano il Tesoro non possono fisicamente smaltire un flusso di tali dimensioni. Già adesso si formano delle code interminabili. Viene pertanto deciso di trasferire le teche del Tesoro lungo la navata destra del Duomo per consentire una visita scorrevole partendo dalla piazza per uscire sulla via San Lorenzo. La vecchia sede dietro l’abside resta aperta per i molti che sono incuriositi dalla possibilità di vedere il vetro infranto ed il falso catino.

In città si registra un’euforia diffusa soprattutto fra i dettaglianti del commercio. Persino il Secolo XIX dedica una pagina intera della cronaca cittadina ad interviste compiaciute sulla svolta turistica della città ed un articolo di fondo, per la prima volta dopo anni, vede un po’ di rosa per Genova, anche se non manca di rilevare una serie di inadeguatezze della pubblica amministrazione e dei genovesi tutti, nel far fronte all’ondata di piena.

Effettivamente l’esplosione del turismo è stata improvvisa ed ha colto tutti impreparati, ma non poteva essere altrimenti. La presenza media di qualche migliaio di visitatori ha un impatto fisico sulla città. I taxi sembrano scomparsi, i bar sono sempre affollati soprattutto per fruire dei locali igienici, la circolazione pedonale sull’asse di via San Lorenzo e su quella di via Luccoli ricorda quella delle Mercerie a Venezia. Vengono dirottati trenta Vigili urbani dalla vicina Alessandria e si utilizza in parte anche l’esercito per indirizzare, dirottare ed informare.

Umberto Costa

di Annamaria Tagliafico

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