Magazine Giovedì 24 maggio 2007

Edoardo Guglielmino diventa poeta

Sabato 26 maggio, alle ore 18 presso la libreria Porto Antico Libri, Francesca Romana Capone, Antonello Cassan e Maurizio Puppo presenteranno il libro di Edoardo Guglielmino 'Il barista non ti saluta'.

Magazine - , sì, proprio lui, il medico scrittore Guglielmino, io l’avevo ascoltato più volte dire che di poesia non ne avrebbe mai parlato; la poesia, diceva, non la pratico e quindi non mi avventuro a discuterne. Lui, Edoardo, ha scritto molto e ha letto ancora di più per presentare nuovi scrittori, per recensire e collaborare con quasi tutte le case editrici genovesi. Ma sapevo che aveva scritto soprattutto racconti. Ha pubblicato , , Storie blucerchiate, (scritto per ricordare l’amico Aldo Podestà, anche lui medico scrittore che visse immobilizzato per oltre trent’anni. Con quest’ultimo scrisse I giorni dell’asino, che fu premiato nel 1977 al Salone Internazionale dell’umorismo a Bordighera), Fuori dal comune e altri racconti. Poi ancora i quattro volumi di Eurosampdoria, e .

In verità nei suoi racconti la poesia è sempre affiorata: la scrittura ispirata e ricca di lampi creativi faceva presagire un Edoardo Guglielmino poeta. Oggi finalmente il poeta esce e si smaschera alla grande, presentandoci un’opera poetica antologica: il barista non ti saluta ( ).
Ci sono quasi tutte le sue poesie, dalle prime scritte da ventenne, nel 1944, alle ultime. Alcuni versi, scopriamo tra le pagine del libro, sono stati scritti sul suo ricettario di medico. Con un gesto naturale, da inconsapevole omeopata, Edoardo Guglielmino ci prescriveva una medicina che salva la vita, ovvero le emozioni utili a riattivare la circolazione d’amore.
In queste poesie ci sono i luoghi, i colori, le sensazioni di momenti fuggenti, ma soprattutto c’è l’amore per la donna, c’è Rita e ancora la ricerca di quel Voglio spiegare il canto/degli uomini felici./Tu la conosci, donna;/offrimi il seno bianco/… lo godrò sulla terra.

Così il Guglielmino poeta diventa il barista che non ti saluta, quel barista che sembra non vederti, ma/curiosamente, sistema con cura la/tazzina davanti a te/ e la tazza in un/lieve tintinno e il/ liquido opaco oscilla/ fra le tue mani e un filo/ di liquido topazio/ti sfiora le labbra/ e mi sorridi appena/ e non sai di offrirmi/ in quel momento/ una gioia veramente/ pura. La tazzina/ diventa un calice, calmo/ di bruno nettare,/coperto da una brina/opalina, una sorta di/patina di luce. Sì, se il barista non ti saluta il poeta se ne accorge.
Mi hai sorpreso ed ora serberò i tuoi versi, come dice la bella prefazione di Maurizio Puppo, perché la poesia non è un balocco da salotti né un passatempo, ma una necessità a suo modo drammatica, che invade la vita, che lascia tracce di sé ovunque.

Sabato 26 maggio, alle ore 18 presso la libreria Porto Antico Libri ci attende una grande serata di parole. Francesca Romana Capone, Antonello Cassan e Maurizio Puppo presenteranno il libro di Edoardo Guglielmino. Poi alle 21 da Finisterre, in piazza Truogoli di Santa Brigida, sarà lo stesso Guglielmino a presentare Un poeta in fabbrica, il libro di Maurizio Puppo.

di Giorgio Boratto

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