Concerti Magazine Mercoledì 14 marzo 2001

Gigi Nardini, alias Luciano Pavarotti

Mi è capitato fra le mani un biglietto da visita con sopra la foto di Luciano Pavarotti che ride.
Il biglietto recita: Gigi Nardini, sosia di Pavarotti.
Cividade del Friuli, Udine. L’idea di un Pavarotti con l’accento friulano… Ho telefonato.
Gigi Nardini è una persona a modo.

Come è nata l’idea?
Così con gli amici. Mi dicevano sempre che somiglio al Maestro (lo chiama così, il Maestro) allora è nata l’imitazione. Poi ho conosciuto Marco Milano, e mi ha portato alla Mediaset. E’ stato così che ho rotto il ghiaccio. Da lì è diventato un lavoro, un impegno piuttosto serio e che mi dà parecchie soddisfazioni. Ho cominciato a fare seriamente il sosia per via della mia azienda agricola…
Non la seguo…
Mi spiego: ho cominciato con una azienda agroalimentare, con prodotti enogastronomici friulani. L’azienda andava molto bene, poi ha avuto un brusco calo, dovuto a tutta una serie di vicissitudini che vi risparmio e che mi davano parecchio dolore. Era la mia creatura, e vederla andar male mi demoralizzava. Così mi sono buttato sul sosia, per divertirmi. E questo mi ha salvato, ha risolto i miei problemi. Devo ringraziare il Maestro, sinceramente.
Ma Pavarotti sa?
Sì, sì. Il mio sogno è incontrarlo, stringergli la mano. Ho scritto una lettera dichiarando sinceramente la mia gratitudine, e la sua organizzazione mi invita ogni anno al suo concerto di Modena.
Nardini, lei mi stupisce. Questa storia del sosia lei la vive con sentimento…
Certo, altrimenti non lo farei. Essere un sosia è una cosa assai particolare. Dopo un po’ che la gente comincia a scambiarti sistematicamente con l’originale ti viene come una sensazione di ubiquità… Non vorrei esagerare, ma è un po’ come se si portasse la presenza del Maestro in luoghi in cui lui non ha tempo di andare… E’ una cosa bella. A Sanremo i turisti stranieri continuavano a chiedermi autografi, e io a cercare di spiegargli che ero il sosia e non lui! Poi, divertentissimo, il mio vicino di posto all’Ariston…
Che è successo?
Durante il festival mi ha confidato che negli anni passati gli artisti secondo lui si vestivano meglio. Abbiamo fatto due parole, così gli ho dato il mio biglietto da visita. Lui si è scandalizzato quasi, mi ha detto “ma io la conosco, Maestro, che diamine!” Quando ha letto il biglietto era un po’ confuso…
Conosce altri sosia?
Attualmente lavoro con la Caremoli, una agenzia di Milano che gestisce espressamente i sosia. Li conosco un po’ tutti. C’è la Miranda Silva, la celebre sosia di Liz Taylor, che è un po’ la nostra “mamma” ha una grande esperienza. Poi Carlo Pipitone, che è il miglior Celentano in circolazione. E quest’anno ho conosciuto il sosia di Valentino.
Quello di striscia?
No, il sosia di quello di striscia.
Il sosia del sosia?
Esatto.
Progetti per il futuro?
Devo fare un fotoromanzo, poi vado a inaugurare una tv satellitare in Svizzera, qualche convention, e televisione. Sto facendo una sit-com con Alessandro Ippolito, la trovate in internet su excite.

Gigi Nardini è pieno di impegni. Tutte cose divertenti, simpatiche, sempre nel rispetto del Maestro. Viaggia parecchio e gli piace, non c’è dubbio: all’alba vincerà.

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