Magazine Sabato 19 maggio 2007

Dacia Maraini: «mai senza i libri»

Lunedì 21 maggio Dacia Maraini chiuderà il ciclo , che la Fondazione Edoardo Garrone ha dedicato a quattro intellettuali e ai loro gusti letterari.
L'appuntamento è alle 21 presso il Teatro dell'Archivolto. Dacia Maraini sarà intervistata dalla giornalista e conduttrice televisiva Giovanna Zucconi.

Dacia Maraini, che raggiungo al telefono nella sua casa romana, è categorica: «per chi, come me, legge moltissimo è impossibile parlare di un “libro del cuore”. Leggere è la mia grande passione, tanto che la mia libreria contiene circa diecimila libri».
Maraini si prepara a raggiungere, lunedì 21 maggio alle 21, il Teatro Archivolto di Genova, dove incontrerà la giornalista Giovanna Zucconi e il pubblico genovese per l’ultimo appuntamento del ciclo , che la Fondazione Edoardo Garrone ha dedicato a quattro intellettuali e ai loro gusti letterari: «Genova è una città che non conosco bene come vorrei, ma tanto da sorprendermi ogni volta».
L’appuntamento con la scrittrice fiorentina succede quello con , e : «Augias è un uomo colto e dai grandi interessi. Sa leggere e approfondire i temi; stimo Serra e il suo sguardo critico sul mondo di oggi: sa ancora indignarsi, ma con ironia. Su Hornby posso dire poco e non lo conosco personalmente».

Dacia Maraini è nata tra i libri: «vengo da una famiglia di grandi lettori e a casa i libri non mancavano mai. All’età di quattordici anni scrivevo sul giornale della scuola e a diciassette ho fondato la rivista Tempo di letteratura insieme ad altri giovani».
Gli amori letterari sono stati tanti: «mi hanno sempre appassionata le storie ambientate in mare e quindi mi piacciono scrittori come Conrad, Stevenson e Verne. Sarà perché il primo viaggio della mia vita fu proprio a bordo di una nave: avevo un anno quando, nel periodo fascista, la mia famiglia fu costretta a fuggire in Giappone».

Ma si può essere un bravo scrittore senza essere un altrettanto appassionato lettore? «Leggere molto è necessario. Ai ragazzi e alle ragazze che mi chiedono un consiglio dico sempre di dedicare aalla lettura almeno due ore al giorno, per piacere e per allenamento». Lei, ad esempio, legge un po’ ovunque: «in coda alla posta o sullo skilift. Nella mia borsa c’è sempre un libro. Quando inizio a leggere mi concentro e dimentico tutto ciò che mi sta intorno».
Ecco perché, nonostante oggi l’avvento di internet e dei blog abbia messo in difficoltà ogni produzione cartacea, la scrittrice non crede che i libri e i quotidiani siano destinati a scomparire: «uso il computer perché mi serve per scrivere, ma a lungo andare il pc stanca gli occhi, le spalle e la schiena. Il libro invece è fatto di materia organica, proprio come noi, ed è più comodo da portare in giro. Non potrei farne a meno».

Anche il libro Il gioco dell’universo. Dialoghi immaginari tra un padre e una figlia, con il quale Dacia Maraini ha ricostruito la personalità del padre Fosco, scrittore ed etnologo, è nato grazie alla lettura: «tempo fa avevo deciso di rivedere e riordinare insieme a mio padre i suoi taccuini egli appunti di viaggio. Quando lui è morto ho deciso di continuare il lavoro da sola. Per me è stato un modo per conoscerlo meglio attraverso la lettura».

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