Magazine Martedì 15 maggio 2007

Baci e abbracci, Claudia

Lo so che verrò tacciata di piaggeria. Forse. Ma, tanto per essere chiara, chissenefrega. Mi hanno detto che in questa rubrica posso scrivere quello che mi pare, ed io eseguo alla lettera. Poi, per continuare, premetto che questa non è una sorte di lode sperticata o di sviolinata senza senso. È che proprio mi va di ringraziare, e di farlo pubblicamente, chi si è accorto per primo, in assoluto, della mia esistenza. mentelocale.it.

Il primo giorno che arrivai mi intervistò una ragazza della redazione. Si chiamava Mina Vitiello, era una stagista, purtroppo ha lasciato il gruppo, ma ha subito trovato un lavoro. Allora il mio agente mi aveva appena comunicato che avevo un editore. Che avevo un contratto da firmare per il mio primo libro e un’opzione sul secondo. Il libro si chiamava . E proprio da mentelocale partì un tam-tam che si spostò ben oltre Genova e funzionò moltissimo.
Poi venne la rubrica , quella del martedì, cioè quella che state leggendo. E poi il secondo libro, già presentato a Torino domenica scorsa e che presenterò, a Genova, venerdì prossimo, il 18, alle 18.00 con Laura Guglielmi alla libreria Feltrinelli, sempre che vi interessi.
E ora c’è anche , e sono felicissima perché mi sembra di avere l’opportunità di scambiare idee e riflessioni semiserie, o magari serissime, chissa?, con le tante persone che mi hanno scritto in questi mesi, raccogliere i loro pensieri o qualsiasi cosa abbiano da dire, ma soprattutto da scrivere.

Ed ora passo agli incensamenti veri e propri.

Voglio dunque dire grazie a tutta la redazione.
A Daniele Miggino, il filosofo, che ho conosciuto due anni fa circa. Allora era molto più timido, ma adesso ha tirato fuori la grinta. Perché è bravo il Miggi, lo dicono tutti, quando leggono i suoi pezzi, sempre acuti e intelligenti. Insomma raccoglie numerosi consensi. E poi diciamolo. È pure bello il Miggi.
L’altro giorno l’ho chiamato da Torino per raccontargli che andava tutto bene, come era il salone, eccetera. Lui era chiuso in un ascensore e non sapeva come uscirne. Cose così. Perché il Miggi è anche questo. Uno di quelli che gli capitano tutte a lui.

E poi c’è la Baroncelli. Altra filosofa. Occhioni grandi e bel sorriso accogliente. Chiacchierare con Francesca è una di quelle cose che non la smetteresti mai di fare. Un’ora passa in un istante. Una boccata d’aria fresca, insomma. E sempre cose da dire.

La bella Laura Santini, stangona di mentelocale, innamorata di Londra e grande appassionata di teatro, di cui si occupa, ha questo suo modo di fare sempre disponibile, e magari tu (io) sei lì che non capisci un tubo e lei non perde la calma. Te la spiega e te la rispiega. Sempre con il sorriso sulle labbra.

Poi c’è il genio della lampada, Marco Muia. Il primo giorno che ci siamo visti mi ha detto, non ti preoccupare, per spiegarti come usare il blog ci vogliono tre minuti. Va detto che a me sembravano un po’ pochini. Ma ho pensato, vabbè, se lo dice lui. Solo che questi geni del computer sono fatti così. Loro danno per scontato che tu capisca tutto quello che loro ti dicono in quella loro lingua strana fatta di termini tecnici impronunciabili. E invece no. Infatti mi pareva di essermi persa qualche passaggio importante nella spiegazione, benché fossi lì con il mio quadernetto a prendere appunti da vera secchiona. Sono tornata a casa e l’unica certezza che avevo era quella di non avere capito nulla.
E da qui le ripetizioni di santa Laura Santini. Ma il genio della lampada non si è dato per vinto. Ragazzo deciso e coraggioso, il Marco Muia si è messo in testa che dovevo imparare. Mi ha perfino dato il suo numero di casa e di cellulare, e poi al telefono mi ha detto, noooo!, che ho fatto?, ora sono finito.
Gli ho promesso di non svegliarlo nel cuore della notte, però.
Grazie anche a te Marco.

E poi c’è la direttora. E che dire della capa? Dei capi non bisogna mai parlare troppo bene, altrimenti si montano la testa e chi li ferma più. Ma bisogna riconoscerlo. Questa Laura Guglielmi, intrepida giornalista che dal 2000 guida tutto il gruppo, ci sa fare. In redazione, ogni volta che vado, c’è sempre un clima che definirei brillante, anche quando il lavoro è tanto. Pure quando ci sono le menate di quelle che non sai proprio da che parte cominciare. Addirittura di lunedì mattina. Il fatto è che gira per l’aria una motivazione forte che contagia tutti i ragazzi. Ma forte sul serio. E si respira un’aria carica di entusiasmo, nonostante la stanchezza di certi momenti.
Forse la capa c’entra qualcosa?

A proposito, i miei complimenti vanno anche a tutte quelle persone che non conosco affatto, ma che, facendo marketing e facendolo seriamente, contribuiscono al fatto che mentelocale sia diventata il web magazine più importante della Liguria, letto da tanta gente in tutta Italia. Per quanto ne so, pure a Matera. Pensate, ben 12.000 visitatori al giorno. Questa informazione mi viene da Giulio Nepi, (thanks Giulio) un toscanaccio vero, dicono un po’ orso, ma molto buono dentro. Io non lo conosco bene, ma ho sempre simpatia per quelli un po’ orsi, o che fanno finta di esserlo.

Insomma, vi pare poco? A me no. A parte il fatto che uno strumento come questo, contrariamente alla carta stampata, consente di sviluppare due aspetti notevoli. Uno è il confronto diretto con il lettore. L’altro è l'intervento del lettore stesso nella crescita del sito. Perché se a uno gli gira, può dare una notizia importante, una di quelle che magari gli altri media non si filano per niente, per vari motivi, politici e non.

Perciò in bocca al lupo e in culo alla balena, ragazzi di mentelocale. Perché cresciate ancora tanto e diventiate il webzine più letto e famoso in Italia.
Tanto per cominciare.

E alla fine, dopo aver ringraziato tutti, ma proprio tutti, che adulatrice leccapiedi sarei se non ringraziassi i cugini Musso?
Che in fondo sono solo gli editori.

I soliti baci e abbracci,

Claudia

di Claudia Priano

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