Magazine Giovedì 10 maggio 2007

Lettino virtuale: lo psicologo risponde

Se vuoi contattare il Dottor Marco Ventura scrivi una email a lettinovirtuale@mentelocale.it

Magazine - Carissimo Dott.Ventura,
sono una donna divorziata di 47 anni, con tre bambini e tutte le responsabilità sulle mie spalle.
Da due anni mi sono trasferita a Genova, dalla Toscana, e da allora soffro di problemi vari che mi assalgono la notte. Conduco una vita tutt'altro che rilassante e così, proprio quando vorrei riposarmi, la sera, non ci riesco. Appena il mio cervello entra nella fase prossima al sonno mi ritrovo a sobbalzare nel letto, a volte anche emettendo un grido, e per pochi secondi "sento" di star per morire.

Gli episodi si intensificano nei periodi di maggiore stress, ma non riesco a capire se sono frutto di problemi di salute (varie problematiche) o se sono solo psicologici. Il fatto è che capitano solo appena vado a dormire...
A chi dovrei rivolgermi secondo lei? Aggiungo che non vorrei prendere antidepressivi, possibilmemte, ma in questo momento vorrei solo capire se i disturbi hanno origine organica (partono da problemi di salute seri) o se sono di origine psicologica (e quindi poi si ripercuotono anche sul fisico).
Grazie!

Roberta D.


Gentile RD,
non è facile, così, con poche informazioni fare una seria diagnosi differenziale tra cause organiche e psicologiche. Inoltre io sono uno psicoterapeuta psicologo e non medico e per questo conosco decisamente meglio le problematiche della mente e meno le altre.
Mi limiterò a dare una spiegazione delle sue crisi da un punto di vista psicosomatico rimandando ad un collega medico una spiegazione dal punto di vista, come dice lei, organico. E mi scuso se userò una versione molto semplificata del processo, ma spero così di essere più chiaro anche se, forse, non del tutto esauriente.

Ecco, da come lei riassume brevemente la sua storia, mi sembra quasi di sentire la fatica e la tensione che le necessitano per tenere testa alle sue responsabilità e per essere all’altezza delle necessità dei suoi figli. Bene, per fare tutto ciò lei deve assolutamente tenere alto il livello di attivazione del suo corpo e della sua attenzione, ovvero stare sempre in allerta. Ma cosa succede quando lei va a dormire?
Per prepararsi al sonno il suo livello energetico, com’è logico che sia, si abbassa e il suo livello di coscienza si affievolisce. Solo che questa “mancanza di forze” viene percepita, inconsciamente, come un pericolo, come se una parte di lei si spaventasse nel sentire venir meno le sue capacità di controllo e di reazione mentre, sino ad un attimo prima, per essere sicura di poter fronteggiare la sua situazione, lei era preoccupata di essere carica e reattiva.

A questo punto la sensazione di lasciarsi andare al sonno viene confusa con uno stato di abbandono molto più pericoloso e definitivo di quello che in effetti non sia (e in senso simbolico il sonno è una specie di morte della ragione). Da ciò deriva la sua "sensazione di morire" e la sua reazione tonica, compreso il suo grido (di aiuto).
Come dicevo il sonno è, sia simbolicamente che fisiologicamente, un trapasso tra uno stato di funzionamento e di coscienza del nostro corpo ad un altro, altrettanto importante, ma nel quale siamo decisamente più vulnerabili: è proprio questo passaggio ad uno stato di vulnerabilità che la mette in crisi.
Ora, mentre scrivo, mi vengono in mente alcune cose riguardo a certe forme di epilessia che si manifestano nel passaggio tra veglia e sonno, ma non ricordo che si intensifichino in rapporto diretto con lo stress.
Se però la sua reazione è proprio una manifestazione di paura nei confronti della sua sensazione di perdere il controllo e quindi di non essere più in grado di affrontare con forza le responsabilità della sua vita, allora dovremmo parlare di come prepararsi meglio e con più fiducia al suo, meritato, sonno.

Sì, parlo di “preparazione” al sonno proprio perché non si tratta di “staccare la spina” e cadere nell’oblio. Il sonno è un momento importante: si recuperano le forze, si rielabora quanto vissuto durante la veglia e il cervello, appunto, entra in uno stato di funzionamento “diverso”. Un altro stato di funzionamento, sì, ma molto attivo e importante, durante il quale si sviluppano nuove risorse e intuizioni non raggiungibili durante lo stato di veglia.
Per dormire non basta essere stanchi, per dormire bene, intendo, bisogna voler dormire e lasciarsi andare con fiducia. C’è una grande forza tra le braccia di Morfeo.
Provi, per favore e poi mi faccia sapere come sta.
E sogni d’oro.

di Marco Ventura

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