Weekend Magazine Sabato 5 maggio 2007

15.000 rose a San Biagio della Cima

Magazine - Ben 15.000 rose in mostra questo fine settimana a (IM). La Rosa Boheme color crema bordata di rosa, la Rosa Incanto giallo-arancio, la Rosa Green Fashion tutta verde con il cuore leggermente rosato. Esiste anche la Rosa Revival, color rosa confetto e la Rosa Romance rosa-salmone. E poi la Rosa Blushing Akito, la Dark Milva, la Mystica, la Aubade, la Sultana e la Red Century, diventata ambasciatrice internazionale dei valori della solidarietà, della giustizia e della legalità nell’ambito della floricoltura. Sono le protagoniste di Rose in esposizione 2007 a San Biagio della Cima (sabato 5 e domenica 6 maggio presso il Centro Polivalente 'Le Rose'), il paese dove viveva lo scrittore ( ), cantore della decadenza della civiltà contadina, profondamente radicato alla terra, come un ulivo.

Nata nel 1999, la manifestazione si sta affermando sempre di più, anche grazie all’aumento degli espositori. I coltivatori di rose in questo territorio hanno un esperienza secolare che conferisce alle rose caratteristiche uniche. L’appuntamento è al Centro Culturale Polivalente di San Biagio.
Non solo rose, ma anche vino rosso. Quest’anno, tra i carrugi del borgo, la prima edizione di Rose e Rossese, degustazione di vini delle aziende dell’associazione Produttori Vino Rossese–Vigne storiche di Dolceacqua. Per l’occasione le sale del Centro Polivalente saranno allestite con vecchi oggetti della tradizione vitivinicola: botti, strumenti della vigna e della cantina, attrezzi per la vinificazione, recipienti per il vino, bicchieri e molto altro.

«Mi piace non dire niente; io sono da cancellare; la mia vita non conta nulla; i miei natali non hanno importanza; il mio paese è insignificante”, così si è espresso Biamonti durante un’intervista, e invece tanto ha detto e tanto ha amato il suo territorio. I suoi compaesani ancora lo ricordano girare per i vicoli del paese, oppure entrare al ristorante con un amico, spesso andava a bere un bicchiere nell’osteria di Soldano. Le rose per Biamonti rappresentavano quella civiltà floricola con cui lui non si sentiva completamente in sintonia, certo non amava le mimose che lui stesso coltivava o le serre che avevano devastato il paesaggio. Le vigne e gli ulivi rimasti, invece, erano per lui preziosi lasciti della civiltà contadina che se n’era andata via in pochi decenni.

Per mangiare, fate un salto alla “vecchia ostaia”, (strada provinciale n.) appena fuori da San Biagio: lì andava Francesco con tutti gli amici che lo venivano a trovare, l’editore Giulio Einaudi in testa, per gustare i ravioli o il coniglio con le olive. Ordinate il Rossese, mi raccomando. Peccato che non si possa più fumare, quell’orribile legge antifumo per Biamonti sarebbe stata un calvario.

Oggi al cinema

La donna elettrica Di Benedikt Erlingsson Drammatico 2018 Halla è una donna dallo spirito indipendente che ha superato da un bel po' la quarantina. Dietro la tranquillità della sua routine si nasconde però un'altra identità che pochi conoscono. Conosciuta come "la donna della montagna",... Guarda la scheda del film