Concerti Magazine Sabato 5 maggio 2007

Una sera da giurata

Circa una settimana fa mi è arrivata una proposta inaspettata: quella di far parte della giuria di un concorso musicale. Nell’ambito dei concerti sono stata spettatore, organizzatore, accompagnatore, recensore. Ma giurato mai. E poi, volete mettere la lusinga, per una che ogni giorno mette voti a versioni ed interrogazioni (faccio l'insegnante), di poterlo fare con la musica? Così ieri sera mi sono trovata in auto con il “collega” Loris Gualdi di diretti ad Ovada. O, meglio, a Tagliolo Monferrato, località Terrazze, dove si trova il locale Deux Chevaux.

Il viaggio comincia con il cielo nuvoloso, prosegue con la pioggia, termina con il diluvio. Avete presente The Rocky Horror Show, quando i malcapitati fidanzatini sono costretti a fermarsi al castello di Frank-n-Furter? Ecco, una situazione meteorologica molto simile.
Solo che, anziché una lugubre dimora, accoglie un pub molto carino, nel quale la presenza dell’auto non si limita al nome, ma è presente anche sul palco e in altri dettagli dell’arredamento. Tra l'altro è stato anche il set del film di Fausto Paravidino.

L’evento in questione è Laratro Contest, un concorso indetto dalla brillante (vi consiglio di tendere un orecchio alle loro proposte musicali) in collaborazione con il e seguito dalla Pop, uno degli uffici stampa italiani che davvero funzionano.
Si tratta di una serie di concerti in diverse città (siamo alla quinta tappa) che, attraverso un sistema ad eliminazione, eleggerà un vincitore. La posta in gioco? Registrare e pubblicare un singolo con al Upr ed esibirsi a Laratro Folk Festa, nel corso del Mantova Musica Festival a fine mese. Un’opportunità notevole per band che cercano di farsi ascoltare e conoscere.

Si tratta di musicisti accomunati da una matrice folk, genere difficile che per resistere al tempo ha bisogno di nuova linfa.
La serata si apre con Gaia Mobilij che, accompagnata dai suoi musicisti, suona strumenti come la lira calabrese e la fisarmonica, alternando sue composizioni a musiche della tradizione del Sud Italia e della Macedonia. Ha alle spalle anni di studio e di ricerca, e si sente.
Seguono i Roggia de Mussa Pin-A che, pur essendo bresciani, hanno scelto per il nome un verso di De Andrè. In sei sul palco, con un set acustico cui si aggiungono ghironda e violino, sono la dimostrazione che a volte del cantato non si sente affatto la mancanza: la musica basta ed avanza per esprimere le sensazioni.

Infine la Polveriera Nobel, dalla Val di Susa, con due dischi e curricula di esperienze variegate. I testi - in Italiano o in dialetto piemontese – hanno un forte legame con la loro terra, sia quando raccontano delle tradizionali masche (streghe) che quando parlano della polveriera. Un folk attuale, insomma.

Non svelo le mie votazioni (anche perché erano segreti, non con le palette tipo Ballando con le stelle), ma vi dico che qualcuno ha preso 20/20.
Nel complesso il livello qualitativo è stato più che buono. Insomma, come abbiamo detto con gli altri elementi della giuria: Ci è andata bene!.
E, lieta dell’esperienza, mi candido per nuovi concorsi: a qualcuno serve una giurata?

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