Magazine Venerdì 4 maggio 2007

Claudia ritorna con il cuore indolenzito

Claudia Priano presenterà Con il cuore leggermente indolenzito alla Fiera Internazionale del libro di Torino domenica 13 maggio alle 14 e a Genova venerdì 18 maggio (da Feltrinelli alle 18). In entrambi i casi sarà Laura Guglielmi a presentare l’autrice.

Il suo primo romanzo era stato una sorpresa. parla di amicizia, quella vera, tra un agguerrito gruppo di donne che all’amore ci credono ancora. All'epoca la sua autrice, , sorrideva quasi imbarazzata da quell’improvviso successo. Oggi Claudia è tornata con una storia che racconta il valore della famiglia e la paura della diversità.
Con il cuore leggermente indolenzito (Aliberti editore, 217 pag., 15 Euro) sarà tra breve in tutte le librerie. «Dopo che il mio primo romanzo è stato etichettato come “rosa” ho deciso di scrivere qualcosa che non appartenesse a nessun genere», spiega Claudia. Lei, che per alcuni anni ha lavorato al Teatro della Tosse e che oggi vende formaggi, è convinta che per imparare a scrivere si debba innanzi tutto leggere molto: «ci sono libri che mi hanno cambiato la vita».

È il caso dei Diari di Sylvia Plath, che l’hanno ispirata: «il titolo del libro è tratto da un brano della Plath che mi ha colpita». E adesso me ne sto qui, contegnosa e stanca in marrone, con il cuore leggermente indolenzito.
I brani che accompagnano la lettura del romanzo hanno autori importanti: da Emily Dickinson a Boris Pasternak. «C’è anche una frase tratta da Il Re degli ontani di Michel Tournier, un libro che amo molto e consiglio a tutti. Ho scelto brani che parlano di follia e di diversità».

Con il cuore leggermente indolenzito è un romanzo corale e racconta di una famiglia che si era persa. Ma dopo la scomparsa nel nulla della madre Lidia, Chiara e i suoi fratelli Margot e Bruno sono costretti a rivedere i loro rapporti.
«Lidia è una persona fuori dagli schemi, che “non riesce a starci dentro”. Spesso si ha paura della diversità. Margot, ad esempio, teme di diventare come la madre». Claudia sente vicino questo mondo: «non sono una persona strutturata. Ho le mie fragilità e non le nascondo. Chi mi conosce bene le accetta». Ma come è nata l’idea del libro? «Mi colpì, alcuni anni fa, la scomparsa da Genova di una donna. La sua foto era appesa ovunque e la famiglia la cercava disperatamente. Così ho iniziato a seguire la trasmissione Chi l’ha visto, scoprendo che sono davvero tante le persone che scompaiono senza lasciare traccia. Ho cercato di immedesimarmi nelle loro famiglie: come devono sentirsi?».

Proprio in questo sta “l’indolenzimento”: «si tratta di una fase che arriva dopo un forte dolore. Molti vorrebbero evitarla, in realtà l’indolenzimento è indispensabile per andare avanti. È parte del percorso che porta alla guarigione».
E sembra che Claudia sia riuscita a raggiungere una certa serenità. Certamente le sue letture l’hanno aiutata a superare i momenti difficili. E se nel libro ha deciso di trattare il tema della famiglia una motivo ci sarà: «la mia è una famiglia allargata. Siamo in tanti e trascorriamo il Natale insieme: questo vuol dire raggiungere un equilibrio».
C’è la famiglia, c’è la diversità. Ma nel romanzo di Claudia c’è anche un pizzico di Genova: «questa volta la città fa solo da sfondo al racconto». Però il romanzo si apre con la tragica alluvione che colpì Genova nel 1970: anche in quel caso molte persone scomparvero nel nulla.

Intanto Claudia vi prepara una sorpresa: oltre alla sua seguitissima rubrica , la scrittrice aprirà presto un blog su mentelocale.it. Per lei è la prima volta: «l'importante è stimolare le persone a discutere».

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