Magazine Venerdì 4 maggio 2007

Lettino virtuale: lo psicologo risponde

Se vuoi contattare il Dottor Marco Ventura scrivi una email a lettinovirtuale@mentelocale.it

Magazine - Gentilissimo dottor Ventura, non so più che pesci prendere. Sono sposata da 17 anni. Ho un figlio di 13. Dopo circa due anni dalla nascita di nostro figlio, mio marito ha iniziato a "trascurarmi". Prima andavamo a dormire assieme, addormentandoci vicini. Piano piano io per prima da sola e lui dopo. Ovviamente niente sesso.
Ho provato a cercarlo, non sempre con esito positivo, anzi a volte lui era piuttosto infastidito ed io pieno di rabbia, stupore e un pò di vergogna. Ho provato a parlargliene con scarsi risultati. Si sono sovrapposti i problemi che tutte le famiglie giovani possono avere. Successivamente dunque siamo stati da uno psicologo per la coppia. Consigli: uscite a due, recuperare le tenerezze e le attenzioni, dialogo, farsi aiutare in casa.
Pensa che sia servito? Per lui sono tutte sciocchezze. Ora siamo al paradosso. Io dormo con mio figlio perchè lui va a letto tardissimo e russa. Di stare insieme non se ne parla se non reclamo attenzione io. Ma cosa devo fare?
Mio marito è stato anche visitato da un andrologo, che gli ha prescritto degli esami. Non ha amanti. Ho idea che non abbia quasi voglia di andare avanti. Io, dottore, in questi ultimi mesi ho incontrato una simpatica persona. Però è giusto buttare all'aria tutto?
Grazie


Nel nostra quotidianità si parla così tanto del “sesso” che sembra quasi impensabile che possa esserci qualcuno a cui non interessa. Eppure, dopo essere stato desiderato, negato, distorto, accusato di tutti i mali e indicato come rimedio per ogni problema accade che, talvolta, il “sesso” passi, silenziosamente, in secondo piano. E questo mi fa venire in mente che, quasi per ironia, non molto tempo fa sembrava che fossero le mogli ad essere poco interessate all’argomento, mentre adesso sembra essere il contrario. Ma forse, oggi come allora, questo argomento continua ad essere così vitale ma allo stesso tempo così complesso da creare non poche incomprensioni.
Ma veniamo all’oggi. Lei non mi parla dell’età di suo marito, ma facendo due conti sicuramente dovrebbe aver superato l’adolescenza, almeno anagraficamente e dunque la sua carica sessuale potrebbe risentire di una serie di fattori inibenti. Un calo di tetosterone, uno stress eccessivo o l’attenzione concentrata sul lavoro e sulle responsabilità.

Lei dice di essere sicura che non vi sia alcuna possibilità di un amante e quindi eliminiamo questa possibilità (anche se spesso può essere un elemento non indifferente). Lei dice che avete un figlio e questo potrebbe essere anche considerato il raggiungimento di un obiettivo che rende meno pressante o interessante l’atto sessuale. Ci sono poi alcune patologie, stili di vita e medicine che hanno effetti negativi. Insomma, di motivi per capire ed inquadrare la mancanza di desiderio di suo marito ne esistono molti, alcuni nobili ed altri meno nobili ma che, inevitabilmente, richiedono una maggiore conoscenza della persona in questione, della sua storia e del suo punto di vista.
Ma, se mi permette, anche a costo di sembrare fuori moda, io non credo che questo sia un problema “sessuale” mentre, tra le righe, intravedo un problema relazionale molto più marcato e significativo. Sì, è vero, il sesso è un aspetto molto importante all’interno di una coppia, ma a questo si arriva attraverso una relazione, in questo caso intima, senza la quale la sessualità di ognuno fatica a tradursi in atti sessuali arrivando, come in questo caso, a sparire.

E nella sua descrizione del vostro rapporto emergono alcune immagini molto desolanti dove quello che sembra emergere è una progressiva mancanza di comunicazione e di comunione nella relazione affettiva, E questo, credo, non solo è più importante, ma anche il presupposto necessario per fare del sesso, o meglio del buon sesso.
Tra le righe lei cita la comparsa di una affettuosa amicizia e si chiede - e mi chiede - se questo possa essere un motivo per buttare all’aria tutto. Mi scusi, ma è un problema troppo importante per essere affrontato seriamente in così poco tempo e spazio, quindi mi limiterò a dire che conosco persone per cui lo è ed altre per cui non lo è. E per entrambe vi sono degli ottimi motivi per le loro scelte. Ma non si possono usare le storie degli altri per decidere cosa fare. Ogni storia, come ogni persona, se pure simile, è una storia ed una persona diversa.

Lei dice che prova rabbia, stupore e vergogna e all’interno di una vita di coppia non sono sentimenti che possano essere definiti come “sciocchezze”. Mi spiace che suo marito, nonostante i tentativi che lei cita, non si preoccupi di affrontare più seriamente questo problema. Forse ha paura di farlo e di dire che ha paura, o forse pensa che andrà avanti così e lo ritiene soddisfacente. In ogni caso non credo che possa bastare.
Spero che queste poche righe, in qualche modo, le siano servite e mi farebbe piacere se lei, tra un po’, mi facesse sapere com’è andata.

di Marco Ventura

Potrebbe interessarti anche: , Una donna ossessionata dal pensiero di essere lesbica chiede aiuto: il consiglio dello psicologo , «Mamma secondo te sono lesbica?»: la domanda di una figlia i dubbi di una madre , «Preferisco stare con le mie amiche anziché con il mio ragazzo: Cosa mi succede?» , Paura di essere omosessuale, lo sfogo di un ragazzo e la risposta dello psicologo , «E se fossi lesbica?»: forse è solo paura e ipocondria

Oggi al cinema

Searching Di Aneesh Chaganty Thriller U.S.A., 2018 Dopo che la figlia sedicenne di David Kim scompare, viene aperta un'indagine locale e assegnato un detective al caso. Ma 37 ore dopo David decide di guardare in un luogo dove ancora nessuno aveva pensato di cercare, dove tutti i segreti vengono conservati:... Guarda la scheda del film