Magazine Giovedì 3 maggio 2007

Segnali di Fumetto

© www.spiderman-3.it

Magazine - Come a capodanno.
Mesi e mesi per rintracciare una festa, che deve essere la più cool, quindi: spesa impossibile dal parrucchiere, per vestito, scarpe e accessori, e poi si finisce in una festa uguale a tutte le altre con trenino annesso. La montagna che partorisce il topolino, il colossal che partorisce un ragnetto.
Con è successa la stessa cosa. 250 milioni di euro per realizzarlo, effetti speciali eccezionali, e non un centesimo speso per insegnare a Tobey Mcguire che non basta spettinarsi per avere un’espressione egoista e intimamente malvagia. Ci vuole di più.
Martedì primo maggio, mentre a Roma impazzava l’ormai tradizionale e soporifero concerto, io ero in una delle novecento sale in cui il nostro affezionatissimo Spiderman di quartiere sbarcava assieme ai suoi amici, ai suoi poteri e alle sue responsabilità.
Premetto che le aspettative per il film erano tante ma non eccessive, piuttosto proporzionate all’ottimo lavoro fatto da Raimi nei primi due episodi della spider-saga. Storie avvincenti, protagonisti – Goblin e Doc Oct su tutti - ben misurati sul fumetto e una cura che solo un grande amante dei comics poteva applicare alla trasposizione cinematografica.

Nel terzo episodio – probabilmente conclusivo – dell’Uomo ragno, il regista conferma la sua grande passione per le strisce ma, come avvenuto con altre trilogie (tipo gli X-Men), arrivati al capitolo finale resta bruciato dalla voglia di raccontare troppo, finendo col perdere di vista la trama e dando al pubblico solo una manciata di sabbia, utile per una clessidra – opportuna viste le oltre due ore di film – ma per poco altro.
Harry Osborne, Gwen Stacy e suo padre, Venom, l’uomo sabbia e l’avvio al matrimonio con MJ sono stati – nella mitologia fumettistica dell’uomo ragno - momenti fondamentali per la crescita del nostro eroe, alla base di storie che hanno richiesto anni di preparazione e mesi per potersi sviluppare. Metterli insieme in una storia corale era una grande sfida, che alla fine Raimi ha perso, su tutta la linea. È riuscito a salvarsi in corner mostrando in tutto il suo spessore , il personaggio diviso tra l’amore per suo padre – il primo Goblin - e l’affetto per il suo migliore amico, che nella versione in calzamaglia ne è stato l’assassino.
Il discorso cambia con gli altri villains. Tanto Venom quanto l’Uomo sabbia – spettacolare la loro genesi – risultano alla fine solo accennati, provocando nello spettatore-non lettore un senso di smarrimento. E infine Gwen Stacy passata da coprotagonista a biondona, tutta stereotipo maschilista, con la posizione di chiodo scaccia chiodo. Se il suo ruolo era tanto marginale, che bisogno c’era di convocarla?
Nonostante questo il film non è eccessivamente pessimo me quasi. Si lascia guardare grazie agli effetti visivi, alle ragnatele e ai costumi – uno rosso ed uno nero - che hanno l'indubbio merito di nascondere l’inespressivo protagonista. Il suo grande difetto sta nelle promesse della vigilia, troppe per poter essere mantenute.

Personaggi, storie e antagonisti hanno comunque il grande merito di far tornare la voglia di sfogliare le trame che li hanno riguardati. Senza ricorrerre ad una biblioteca quarantennale – neanche Stan Lee possiede – ecco un paio di numeri che possono aiutarvi ad orientarvi, se proprio siete destinati a finire in sala: Il Bambino dentro, è lo speciale con cui si racconta dell’epilogo di anni di follia di Harry; Il ritorno di Venom è utile per conoscere il simbionte più famoso dei comics mentre nei Sinistri sei l’Uomo Sabbia è protagonista con tutte le sue contraddizioni, eroe o criminale?
Alcune di queste storie sono rintracciabili in versione bancarella, per altre invece vi viene incontro l’insostituibile che proprio al Ragno dedica una serie di speciali in buon formato ad un prezzo equo e solidale (6,90 Eu). Un solo consiglio, non perdetevi il quinto numero. L’ultima caccia di Kraven è un caposaldo nella spider-saga e, al contrario del film, è decisamente imperdibile.
Buona Lettura!

di Francesco Cascione

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