Magazine Martedì 24 aprile 2007

Baci e abbracci, Claudia

Magazine - Apparire e apparire
Il sabato sul quotidiano La Repubblica c’è una rubrica di quelle da non perdere, perché il suo autore, Stefano Tettamanti è uno che di libri se ne intende. Insomma, uno di quelli che quando ti dice leggilo, puoi andare in libreria e comprare a scatola chiusa. La rubrica, settimanale, si chiama Cavoli a merenda. Sfogliando tra vecchi ritagli di consigli di libri eccetera, durante questo affaticante trasloco che mi accompagnerà per almeno un mese, mi capita tra le mani un consiglio. Il 24 marzo scorso, il buon Tettamanti caldeggiava la lettura di un autore, Gabriele Romagnoli che ha scritto Non ci sono santi – viaggio in Italia di un alieno, (ed. Mondadori euro 15).

E quindi, non ci sono santi, vado in libreria e me lo compro. È un libro frizzante, intelligente, tanto amaro quanto divertente. Mi colpisce subito il primo capitolo, dal titolo quanto mai interessante: “L’avvocatessa zoccola, o dell’ossessione di apparire. È un episodio particolarmente curioso capitato all’autore che ci racconta quanto questa ambiziosa e ossessiva idea che apparire, soprattutto in tivù, sia una delle mete più agognate dagli anni Novanta a ora. Poi, adesso, con l’esplosione dei reality e una tivù che premia chiunque faccia la caricatura di sé stesso, non ne parliamo. Comunque mi sono soffermata su una frase a pagina diciassette, che conclude un piccolo aneddoto, e che dice: «La morale della storia è evidente: viviamo nella nebbia, chi non appare non esiste».
Mi fa pensare all’incontro con Vivian, un transessuale avvenente che lavora rimorchiando nei pressi di Carignano. Mi trovavo lì con il mio compagno a parcheggiare la macchina. Davanti a noi questo fior fiore di ragazza, che poi ragazza non è ma se la incontri per strada non ha nulla che le manchi e nulla in più. Apparentemente. Copre a malapena le sue nudità, comunque ben esposte, con una specie di pelliccia bianca. Ha una faccia simpatica. La trovo anche bella.
Istintivamente le sorrido e lei mi fa, ciao bella ragazza sorridente. Ed io, ciao. Come ti chiami. Claudia, e tu? Io Vivian. E cominciamo a chiacchierare.
Il mio compagno alza gli occhi al cielo e stimando che la chiacchierata sarebbe durata un po’ si mette comodo appoggiandosi ad una macchina, con aria rassegnata.
Vivian non sembra aver voglia di lavorare. Sembra voler parlare con qualcuno. È simpatica e cordiale, con un modo di fare sensuale, ma quasi da sorella maggiore mentre ti consiglia un posto dove tagliarti i capelli per valorizzarti un po’. Lei ha la passione per i capelli. Vorrebbe fare la parrucchiera. Avere un salone tutto suo. Ma con quello che costa, mi dice. Accogliente, Vivian, come quasi tutti i trans che ho conosciuto in vita mia. E anche se in effetti non ne ho conosciuti molti, tutti mi hanno lasciato questa bella impressione. Sensibili, fragili, malinconici. Mi fanno una gran tenerezza.
Ed ecco che si aggiunge Carola. Strano, ha un nome un po’ da signora Genova bene. Alta non come la Vivian, ma quanto basta per farmi venire il torcicollo. E quindi ancora chiacchiere.
Il mio compagno sorride ma lo vedo un po’ provato. Comincia a sbadigliare. Sono le due di notte. Una macchina si ferma. Vivian fa segno di andare. Tanto ripassa, mi dice sorridendo.
Mi racconta che lei voleva fare la soubrette, prima della parrucchiera. La Carola invece voleva fare medicina, ma non aveva soldi abbastanza e poi i suoi sogni sono rimasti dimenticati in un cassetto.
E tu che vuoi fare?, mi chiedono. La scrittrice, dico io.
Eh be’, un sogno ce l’hanno tutti.

Poi mi fa:
- Scusa, perché non vai al Costanzo Show?
- IO: guarda che il Costanzo Show non c’è più.
- LEI: beh, che ti frega? Allora non andare da Costanzo, ma vai da qualcun altro. Basta che vai in televisione.
- IO: tu credi?
- LEI: certo che lo credo.
- IO: ma mica sono un’attrice o una soubrette, scusa. Che ci vado a fare.
- LEI: non è rilevante. L’importante è farsi vedere in tivù. Altrimenti non diventerai famosa e i tuoi libri non se li filerà nessuno.
- IO: e scusa, ma anche volendo, come faccio ad andare in tivù?
- LEI: è facile. Guarda, una mia amica lo fa. Va come pubblico a tutte le trasmissioni, sta sempre a mezzo in tutti gli eventi televisivi, va a stare a Roma per un po’, gira per Cinecittà e poi da cosa nasce cosa. E magari fa i provini del Grande Fratello. Prometti che ci pensi?
- IO: va bene, grazie del consiglio. Ci penserò.

Ci ho pensato.
Ai provini del Grande Fratello non ci vado.
Non fa per me.
E la tivù mi annoia abbastanza, ultimamente.
Ma la Vivian torno a trovarla.
E le porto una copia del mio libro.
Gliel’ho promessa.

Se volete contattare Claudia potete farlo:

di Claudia Priano

Potrebbe interessarti anche: , Il Natale del commissario Maugeri, l'ultimo libro di Fulvio Capezzuoli. La recensione , Bonelli: Dylan Dog e Martin Mystere nell'Abisso del male , A mali estremi: nuovo caso per la colf e l'ispettore di Valeria Corciolani , Peccato mortale di Carlo Lucarelli: un altro intrigo da risolvere per il commissario De Luca , Le Quattro donne di Istanbul: un romanzo suggestivo e commovente di Aişe Kulin

Oggi al cinema

Bohemian rhapsody Di Bryan Singer Biografico, Drammatico, Musicale U.S.A., Regno Unito, 2018 Un racconto realisto ed elettrizzante degli anni precedenti alla leggendaria apparizione dei Queen al concerto Live Aid nel luglio del 1985. Guarda la scheda del film