Magazine Venerdì 20 aprile 2007

Augias: «i libri ci aiutano a vivere»

Lunedì 23 aprile alle 21 Corrado Augias sarà protagonista della prima serata del ciclo Lunedì FEG - Le parole tra noi. Conversazioni sui libri della vita al teatro dell'Archivolto. Lo presenterà Giovanna Zucconi.

Magazine - Scrittore, giornalista, conduttore televisivo. Corrado Augias è l’esempio di intellettuale poliedrico e forse il più adatto ad aprire, lunedì 23, la rassegna , organizzata dalla al Teatro dell’Archivolto.
Tra aprile e maggio quattro grandi scrittori – dopo Augias sarà la volta di Michele Serra (7 maggio), Nick Hornby (14 maggio) e Dacia Maraini (21 maggio) – si alterneranno sul palco presentati dalla giornalista e conduttrice televisiva Giovanna Zucconi.

Abbiamo raggiunto Augias per telefono. Ci ha raccontato qualcosa sul suo amore per i libri. «Sono un lettore veloce: la rapidità è fondamentale per chi legge per lavoro». Un mestiere che però lo scrittore ama molto: «qualcuno dice che amare troppo i libri significa amare meno la vita. Non è così, per me la lettura è un buon ponte tra la vita materiale e quella intellettiva: i libri ci aiutano a vivere e a capire noi stessi. Sono una buona stampella per tutti noi».
Augias non svela i titoli dei suoi libri favoriti, ma sottolinea che non gli piacciono «gli autori che scrivono tanto per fare. Nei libri deve esserci una robusta dose di vita. Ritrovo questo nella letteratura del Nord e del Sud America, meno in quelle inglese e italiana».

Poi ricorda i personaggi che, da ragazzo, hanno stuzzicato maggiormente la sua fantasia: «avrei voluto essere uno dei moschettieri raccontati da Alexandre Dumas. Non Aramis perché troppo raffinato ed eccentrico; e nemmeno il guascone Dartagnan».
In questi giorni invece Augias sta leggendo un libro che lo appassiona e ci consiglia: si tratta di , di Irène Némirovsky: «è la storia di una donna di quarant’anni che ha paura di invecchiare: un libro che è un piccolo capolavoro».

Serra, Hornby e Maraini affronteranno il palcoscenico dell'Archivolto dopo Augias: «sono amici per cui nutro grande affetto. Sono soprattutto tre spiriti liberi, che non hanno paura a criticare le idee e i movimenti, questa è una dote rara». Ma nemmeno Augias ha paura di dire – e di scrivere – ciò che pensa: Il suo nuovo libro, , è stato attaccato dalla Chiesa. Diversa è stata la reazione dei lettori: «il libro ha suscitato curiosità e molti mi hanno ringraziato», spiega infatti, «anche chi non è d’accordo con me si è sentito stimolato da ciò che ha letto nel libro».

L’attenzione verso la vita di Gesù è viva in Augias da sempre: «tutto nella teologia è troppo omogeneo e perfetto. In realtà la figura di Gesù non è così tranquillizzante come vogliono farci credere, ma anzi inquietante, drammatica, contraddittoria. Spinge insomma a farsi molte domande». Inchiesta su Gesù arriva dopo i saggi I segreti di Parigi, I segreti di Londra, I segreti di New York e I segreti di Roma. Ma quali di queste città lo hanno affascinato di più? «Senz’altro quelle dove ho scelto di vivere: Roma, nella quale sono nato, e Parigi».

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