Magazine Venerdì 20 aprile 2007

Lettino virtuale: lo psicologo risponde

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Cosa ne pensi delle persone che sottolineano continuamente le manchevolezze (a volte nemmeno tali) degli altri? Intendo un costante esame con critiche severe e giudizi sul comportamento degli altri. Loro si ritengono perfetti e dev'essere tutto come loro pensano sia meglio. Sarà il mio karma, ma mi ritrovo con un genitore, un marito e un'amica che mi rimproverano costantemente se aiuto qualcuno, se mi cade un qualcosa in terra, se si apre una bottiglietta in borsa. Perché sono troppo aperta verso gli altri, ai quali non importa nulla di me, troppo distratta, troppo chiacchierona, forse il senso di tutto questo "troppo" è che sono "troppo poco" per loro?
Grazie per l'aiuto.


Un genitore, un marito e un'amica: tutti così? Sul karma non mi pronuncio e chissà che invece siano proprio loro ad essere troppo poco per lei. Mi spiego. Il tipo di comportamento che lei descrive può essere determinato da diverse cause.
Intanto tra i diversi tipi di personalità ve ne sono alcune definibili come egocentriche, impulsive ed estroverse. Di per sé nulla di grave, ma alcune di queste caratteristiche, se espresse in maniera eccessiva, possono risultare invadenti. Sono persone che si muovono molto e molto energeticamente, agiscono, reagiscono e parlano troppo e di troppe cose. In genere non si curano degli effetti che producono sulla relazione perchè sono sostanzialmente centrate su loro stessi. Non hanno intenti cattivi ma possono essere vissuti come fastidiosi.

Sono persone ansiose, che temono di non avere fatto abbastanza e, nel tentativo di essere precise e di prevenire eventuali problemi o difetti, sono perennemente alla ricerca di problemi e difetti. E sono così coscienziosi che ne trovano tantissimi, talvolta in se stessi, talvolta negli altri.
E infine ci sono persone che, angosciate dalla loro intima convinzione e paura di essere in difetto, la esorcizzano cercando di fare vedere di essere "così tanto bravi" a trovare i difetti. Ovviamente a trovarli negli altri. Un po’ come un paravento rispetto a loro stessi.

In ogni caso sono tutte condizioni in cui queste persone sono più interessate a se stesse che non agli altri e pensi un po’ a cosa può succedere se tutti queste tre tipologie si presentano assieme nella stessa persona.
Come vede le possibilità di spiegare "come mai" ci sono persone che "stanno così tanto adosso" sono molteplici, anche se merita una riflessione su come mai lei sia riuscita a collezionare ben tre figure importanti della propria vita con questa caratteristica. E soprattutto come, nonostante tutti questi tentativi di "correggerla", lei continui ad essere come si descrive.

In effetti bisogna riconoscere che, in partenza, un atteggiamento di critica potrebbe essere anche essere utile a correggere davvero dei difetti ed a far sembrare che siamo oggetto di attenzioni e dunque essere vissuto come gratificante. E se un genitore non possiamo sceglierlo è però vero che ritroviamo e talvolta ricerchiamo in compagni ed amici atteggiamenti vissuti come familiari.
E su questo potrei stare a scrivere per pagine e pagine ma in effetti quello che mi ha colpito nella sua lettera non è tanto la necessità di spiegare come mai alcune persone, a torto o a ragione, si dimostrano cosi accanite nelle loro critiche , né spiegare come mai lei, nel bene e nel male, sia continuamente distratta, chiaccherona e sbadata. No, non questo.

Ciò che mi ha colpito è stata la sua frase "forse sono troppo poco per loro" perchè non conosco nessuno che si meriti una simile riflessione anche se purtroppo conosco molte persone che invece, nel loro intimo, la pensano ed è veramente molto triste perchè, davvero, le persone hanno molte caratteristiche, molte qualità e molti modi di essere con il risultato che, per fortuna riusciamo ad essere tutti con gli stessi diritti ma tutti, singolarmente, diversi e anche un po soli. A questo punto, come dicevo all’inizio, vogliamo ancora discutere su "chi non è abbastanza per chi?".
Però, prima di salutarla, mi è venuta in mente un ultima cosa: chissà? Magari davvero lei potrebbe provare ad essere un pò meno maldestra e un pochino più attenta. Ma così, giusto un po’, e principalmente per se stessa.
di Marco Ventura

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