Magazine Venerdì 20 aprile 2007

365 Pinguini contro l'effetto serra

365 pinguini, di Jean-Luc Fromental, illustrazioni Joëlle Jolivet
(Il Castoro Bambini, 2006), pp. 48, prezzo Euro 18,00
Età: dai 5 anni in su
Tema: ecologico
Parole difficili: assenti

Molto gaia, poco mostruosa: la scenografia dove siamo abituati a vedere i pinguini è di solito una immensa distesa di ghiaccio. Un ambiente estremo nel quale questo inquilino sembra perfino ridere: sarà per quell’aspetto da maggiordomo in frac, molto simile al disegno di un vignettista, alla faccia del freddo che lo avvolge. Comunque sia, a parte il freddo, suo primo nemico, da qualche tempo il pinguino è alle prese con la catastrofe ambientale.
I pinguini rischiano l’estinzione. E mi fa “specie”, ma per paradosso pur volendo non possiamo farli traslocare in altro luogo, i regolamenti internazionali proibiscono l’esportazione di specie protette.
Per fortuna che zio Giovanni ha avuto un’idea quantomeno alternativa, rispondendo a nome degli animali infastiditi. Come? Zio è pingue. E ha deciso di stendere al tappeto la sua famiglia invadendola da migliaia di invitati in cravatta nera: precisamente da 365 pinguini. Questo il titolo del libro surreale e spassoso (scritto da Jean-Luc Fromental e illustrato da Joëlle Jolivet) che la rivista francese Lire - quella fondata dal mattatore della cultura d’Oltralpe conosciuto col nome di Bernard Pivot - ha inserito tra i venti migliori titoli del 2006, definendolo le plus farfelu, il più bislacco.

La storia si svolge lungo lo spazio temporale di un anno: 365 giorni. Se li moltiplicate per un uccello della famiglia degli Sfeniscidi, ottenete quell’esercito di ordinati soldatini che hanno invaso la casa, i mobili e perfino il giardino della famiglia che ne riceve in regalo uno al giorno: con pacco anonimo.
Pubblicato a ottobre in Italia per l’editore Il Castoro Bambini, il volume di grande formato (28x36 cm) contiene un importante messaggio ecologista spiegato dallo zio Giovanni, che ha architettato una scorciatoia per far traslocare i pinguini dal polo Sud al polo Nord. Ne ha spedite 182 coppie più un piccolo Freddoloso, con le zampe blu. I conti tornano!

Tutto ha inizio il primo giorno dell’anno, alle nove del mattino quando suona il campanello: è un fattorino. Il pacco è accompagnato da un biglietto sotto il coperchio: “Sono il n°1, a darmi del cibo pensi qualcuno”. Il giorno successivo questo strano regalo è raggiunto da un amico. Il terzo giorno atteso da un terzo pinguino. E via di seguito. Per contarne 31 alla fine di gennaio, entro l’estate più di 200.
Ma come ordinarli? Pulirli? Sfamarli? Calcolando 2,5 kg di pesce a testa al giorno, a 3 euro al chilo… Moltiplicazione vanificata l’indomani con l’arrivo di un altro pinguino e ancora. Per un racconto solidale e di denuncia, un volume che ricorda la conta, aiuta nel ripasso della matematica, uno ad uno, scovando il pinguino dai piedi blu. Trovandolo magari insieme alla mamma che fa da voce narrante e da sostegno per capire i disagi provocati dalla convivenza tra animali e umani, oltreché dalla condivisione degli spazi sempre minori.

E poi: come chiamarli? Come curarli? Il pinguino è bravissimo a prendersi cura di sé. Il problema è piuttosto per la famiglia sapiens che invece non ha più controllo sull’abitazione: vorrebbe la precedenza, si sente circondata, assediata, spiaccicata. In ostaggio. Una soluzione? Immagazzinare i pinguini: animali estremi, estremi rimedi. Ma l’estate è alle porte e con essa anche le difficoltà provocate dal caldo, dal rumore, dal cattivo odore. Eppure, oltre certi limiti si vive come i pinguini, si pensa come i pinguini, si sogna come pinguini: si diventa pinguini. Giusto il tempo di dire quack ed è già la fine dell’anno. Mentre la famiglia - per festeggiare - è costretta a traslocare in giardino, ecco che lo zio Giovanni suona il campanello di casa. L’indomani lo attende un camion diretto al polo Nord dove vuole trasferire i suoi amati pinguini; tutti tranne uno. E la vita riprende il suo tran-tran.
Forse. Perché l’indomani una scena già vista è pronta per seguire il suo corso: è infatti il 1 gennaio quando un fattorino suona il campanello di casa, della medesima famiglia. Consegna un voluminoso pacco, dentro c’è un orso… è il buffo colpo di scena di questa storia iniziata allo stesso modo.

Notizie
Curiosando nel pensiero pingue
· Tux è la mascotte di Linux. Creato da Larry Ewing nel 1996, è un pinguino paffuto dall’aria felice. L’origine del nome Tux è un acronimo in stile Unix derivato da Torvalds UniX. E nel suono rimanda all’inglese tuxedo che tradotto in italiano è lo smoking cui il pinguino somiglia.
· Pinguino (Penguin), il cui vero nome è Oswald Cobblepot, è uno tra i più celebri nemici di Batman. Comparso per la prima volta nel dicembre 1941 sul numero 58 di Detective Comics, in origine fu un semplice ometto panciuto e con un lungo naso buffo che, appassionato di ornitologia, veniva deriso dai bulli del quartiere. Diversa l’origine del pinguino anni novanta: rifiutato dai genitori perché nato deforme, Cobblepot cresce nelle fognature di Gotham City. · C’è anche chi ne è goloso! Il Pinguino fu il nome di uno tra i primissimi gelati arroccati attorno a uno stecco. Inventato nel 1937 nella pasticceria Da Pepino a Torino, tra i primi gusti la violetta.
· Il pinguino innamorato (autori Mario Consiglio e Casiroli) è anche un grazioso motivetto swing portato al successo dalle vocaliste del Trio Lescano negli anni Quaranta. Poi da Nicola Arigliano. E di recente dal jazzista Stefano Bollani.
· Mambo è il pinguino protagonista di Happy Feet. Nato per ballare adora soprattutto il tip-tap.
· Come un pinguino, (Paoline, pag. 154, Euro 8,00), è il titolo di un libro dove l’autore Flavio Macchia racconta le vicende di un adolescente disabile nel mondo della scuola, attraverso il diario di Matteo (16 anni), un compagno di classe.
di Roberta Maresci

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