Magazine Mercoledì 18 aprile 2007

La verità non è mai stata così facile

È stato presentato oggi, mercoledì 18 aprile 2007, presso Porto Antico Libri, Galeotti Cosmici (Coedit - Mauro Cormagi Editore) di Franco Ajmar

Ironia e autoironia insieme ad un linguaggio accessibile e al tempo stesso non banale; esempi calzanti ed evidenti, cifre comprensibili, confronti fra ipotesi diverse. Così Franco Ajmar riesce a darci una "dose omeopatica di speranza" pur parlando di argomenti difficili come evoluzione, universo, mutazione, sviluppo, mente, anima, creazionismo, genetica, società, religione, etica, tempo, verità. Forse ha scritto Galeotti Cosmici senza pensare troppo a chi intendeva rivolgersi, affidando alla qualità delle sue riflessioni anche il compito di selezionare i lettori. Certo per l'attualità delle sue domande-risposte attrae coloro che non sono tanto disposti a farsi abbindolare da superficialità e chiacchiere "emotive".
E colpisce la sua accurata e rigorosa analisi. C'è un diffuso bisogno di comunicare a proposito di evoluzione, regole, ambiente, natura. Problemi difficili, ma anche molto comuni, che tutti dobbiamo affrontare. Con metodi e teorie del passato non si riesce a risolverli. Solo costruendo significati a partire da punti di vista diversi, ma approfonditi, si possono costruire regole adatte a sopravvivere.
In queste trattazioni semplici, ma non banali, riesce a infilare delle zeppe nei luoghi comuni abituali dei credenti, ma anche in certe consolidate certezze scientifiche, che risultano insufficienti e inadeguate alle attuali esigenze di approfondimento.

Le riflessioni si dipanano in capitoletti tanto incisivi da costringerci talvolta a sospendere un attimo la lettura per dirci che sì, è proprio così, com'è che non l'ho capito prima? Sorridendo, Ajmar ci porta man mano attraverso labirinti non del tutto ignoti, ma difficili, e alla luce delle sue argomentazioni vediamo raccolte in chiare parole dubbi, idee, risposte che sentivamo intorno a noi, senza riuscire a condensarle in un ordine significativo. Per esempio, quando parla di "verità": dopo aver esposto brevemente le ragioni degli "assolutisti" e le obiezioni conseguenti, scrive "Per il relativista, la verità si può definire come la coincidenza fra quello che abbiamo osservato e come lo riferiamo..." Semplice, no? ma questa semplice frase produce echi e collegamenti e approfondimenti e chiarimenti e dubbi ulteriori.
E naturalmente la gioia della comprensione condivisa, di un mondo comune e reale, intravisto e non solo sognato.
di Mariella Todaro

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