Concerti Magazine Martedì 17 aprile 2007

Guccini è sempre un ragazzino

Sabato 21 aprile 2007 alle 16.00 - nel cortile dell'Università di Genova (via Balbi 5) - inizia la rassegna Le voci degli anni Settanta organizzato dal Circolo Culturale I Buonavoglia.
Il primo appuntamento vede ospite proprio Francesco Guccini, introdotto da Luca Borzani.

Magazine - Forse è perché in quel disco c’è l’Avvelenata - la canzone manifesto per i ragazzi di ieri e per quelli che verranno – forse perché dietro ai capelli e la barba grigi c’è il solito ragazzone con la stessa incazzata energia degli anni Settanta, forse perché le canzoni quando sono belle rimangono immutate come una vecchia locandina ma di fatto chi non avesse mai visto Francesco Guccini dal vivo se lo aspetta giovane con la barba e i capelli di un dissidente figlio degli anni della contestazione, la stessa faccia che aveva sulla locandina di via Paolo Pabbri, 43, il disco - allora nel caro vecchio vinile - in cui scriveva di se:

Io tutto, io niente, io stronzo ed io ubriacone, io poeta, io buffone,
io anarchico, io fascista
io ricco, io senza soldi, io radicale, io diverso ed io uguale,
negro, ebreo, comunista
io frocio, io perché canto so imbarcare
io falso, io vero, io genio e io cretino
io solo, qui, alle quattro del mattino, l’angoscia e un po’ di vino
e voglia di bestemmiare.


L’appuntamento di Guccini con Genova è una tradizione che si rinnoverà al Mazda Palace, venerdì 20 aprile alle 21 (il biglietto costa 21 Eu), uno dei concerti da guardare e riguardare, sempre uguali eppure diversi.
La costante è la sua passione, il suo pubblico – ragazzi che come lui sono sempre uguali anche sotto i capelli bianchi – e i visi di chi lo va a vedere per la prima volta.
Dopo la sorpresa iniziale: «me lo aspettavo più giovane» anche i più giovani si fanno rapire dalle sue storie, dalle poesie in musica che parlano della sua Via Emilia, di amore, di morte e di altre sciocchezze come recita il titolo del mio disco preferito. Probabilmente non è un caso che anche il disco con la splendida Cirano abbia sulla copertina un ritratto di Guccini, in piedi, davanti alla solita cara e vecchia locandina; la sua coperta di linus la più grande garanzia che le sue canzoni di oggi sono come quelle di quarant’anni fa: da ascoltare, riacoltrare e condividere. In una parola: belle.

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