Magazine Martedì 17 aprile 2007

M: non ci resta che sghignazzare

Lunedì 6 aprile 2007 al quotidiano , al costo di 2 Euro, viene allegato il nuovo periodico di filosofia da ridere e politica da piangere: M, che troverete in edicola ogni lunedì. Era dai tempi di , poi divenuto , diretto all’inizio da Michele Serra, che non si rideva con lo stesso gusto. M è figlio di . Scoperto da Oreste del Buono, – conosciuto anche come il papà di Bobo, emblematico genitore elettore di sinistra - pubblicò inizialmente su , poi fu lui ad inventare Tango, come supplemento de l’Unità.
Staino è l’autore che propose molte innovazioni nel modo di fare il giornale satirico. A Tango collaborarono quasi tutti gli ex de Il Male – altro giornalino satirico e ferocemente anticlericale - a cui si affiancarono Panebarco, Lunari, Cavezzali e molti altri, abbinando il fumetto alla satira.

La rivista, Tango, prenderà in giro il Segretario del Partito Comunista di allora, e questo incrinerà il rapporto che porterà Sergio Staino alla decisione della chiusura dell’inserto. Nel 1989, sempre dalle pagine de L’Unità venne lanciato il nuovo inserto satirico Cuore, diretto da Michele Serra. Quel giornale nel 1991 si affrancherà e affronterà le edicole da solo, riscuotendo un grande successo editoriale e facendo tendenza. Il risultato fu clamoroso: raggiunse le 170.000 copie vendute. Cuore attraversò la fine della prima Repubblica, in seguito allo scoppio dello scandalo di Tangentopoli, che portò a termine l’esperienza di partiti quali la Democrazia Cristiana e il Partito Socialista. Anni per la satira memorabili. Ricordiamo alcune firme: Elle Kappa, Vauro, Mannelli, Vincino, Altan, Benni, Starnone, Disegni e Caviglia, Cascioli, Maramotti e Perini, oltre a talenti come Cavaliere, Mora, Gipi, Ziche e Minoggio…

A dire il vero ci saranno dopo Cuore molti altri tentativi di giornali di satira, tipo Boxer, Il Clandestino e XL, ma seppure interessanti durarono troppo poco.
In una intervista di Maria Novella Oppo a Michele Serra, dello scorso anno, per ricordare si dice che quella era prima di tutto la satira del craxismo, più ancora che del berlusconismo. Rispondendo Michele Serra affermava: «Non vedo grande soluzione di continuità tra Craxi e Berlusconi: sono più o meno la stessa cosa. Noi avevamo di mira il rampantismo, la Milano da bere, il boom, per dire, della rucola nei locali e tutti quei rituali da prima Repubblica. Perché per noi era altrettanto importante la satira sociale di quella politica». Cosa farà, o ancora, cosa sarà oggi M? È assodato che la crisi della politica si riflette anche su quella della satira, riuscirà ugualmente M a invertire la rotta?

Leggendolo ho scoperto che buona parte degli strali e degli obiettivi per riderci su, è la sinistra; la nostra sinistra in una fase di grande trasformazione. La M che dà il titolo al giornalino satirico è inserita nella frase: "FiniaMola con la quercia e la bicicletta". Prodi in foto, svetta in moto. Una vignetta di Maramotti dice: "con questo governo già nuovi sbocchi nel mondo del lavoro…" - "d’estate faccio il comunista per i turisti!".
Un assaggio per capire in quale direzione picchia:
"San Piero della Quercia" è un protagonista, e con Rutelli forma la collaudata coppia di testimonial di telefonia; ognuno recita una parte: così il ‘Life is now’, riguarda il democratifone - tutti intorno a te e senza scatti nervosi alla risposta.
Non manca il costituente Partito Democratico: una frase rivolta al Papa dice che Mussi non vuole fare nascere il partito democratico. Mica vorrà farlo abortire?, si domanda il Papa. In un’altra pagina c’è la faccia di Rutelli sotto una pubblicità: "pane e (R)utella, energia per fare e per pensare". Non ci resta che ridere. E leggere M.
di Giorgio Boratto

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