Magazine Giovedì 5 aprile 2007

Delitto, castigo e smanie di eroismo

Magazine - Lunedì 5 aprile

"SUICIDIO CON MISTERO"
Macabra scoperta nel cimitero.
Un cadavere è stato rinvenuto, stamani, adagiato sulla tomba in cui solo ieri era stato tumulato l’economista. Le cause della morte sono riconducibili a un colpo di pistola autoinflitto alla tempia.

Giovedì 1 aprile

Ultimamente penso spesso a quell’articolo di Raskolnikov, devo trovare una copia di "Delitto e castigo" per metterlo meglio a fuoco.
Ricordo vagamente questo punto: se un uomo uccide centinaia di migliaia di persone è considerato un Napoleone, un genio, se ne uccide una sola è un assassino.
In realtà la differenza tra Napoleone e un uomo qualunque è che Napoleone rappresentava uno Stato, e uno Stato poteva e può uccidere.
Chi è Raskolnikov? È un uomo che vuole dare una giustificazione a priori alla sua colpa futura nel solco di una logica machiavellica di fini e di mezzi, ma idealistica. Si tratta di fini moralmente alti oppure di un uomo che delira per un'incontenibile voglia di eroismo? Ci penso continuamente da quando ho deciso di uccidere!
Sono le sette, dovrebbe uscire tra poco. Eccolo, infatti, puntuale come sempre.
I tipi metodici mi rassicurano: danno calore, portano in loro l’essenza del focolare domestico, sono personaggi da fiaba.

I protagonisti delle fiabe sono sempre metodici, forse con lo scopo di valorizzare l’ordine e demonizzare il caos, non so, comunque anch’io quando mi sento smarrito mi aggrappo ai rituali. Ho bisogno di cose che si ripetono, di appuntamenti fissi. È un po’ di tempo, ad esempio, che tutti i pomeriggi alle cinque mi faccio il tè.
Ecco che l’ho rifatto, l’ho ripensato come un uomo, mi è stato quasi simpatico. No, non devo, altrimenti sarà tutto più difficile, non troverò mai il coraggio.
Non devo avere dubbi, ormai sono andato troppo oltre, i compagni contano su di me, questo mondo ingiusto ha bisogno di me. Devo tenere ben presente il fine, se il mezzo è il sangue di quest’uomo, se il prezzo è la mia coscienza, la mia impresa sarà ancora più grande.

Basta con i dubbi, o finirò per impazzire e all’umanità non servono pazzi, servono eroi. Perché questo è il punto: io voglio essere un eroe.
Curioso, io che ho sempre riso degli anarchici, degli individualisti, dei regicidi perché vedevo l’inutilità della loro azione, ho finito per trasformarmi in uno di loro. Un piccolo borghese con smanie di eroismo, un esemplare tipico della società che vorrei cambiare.
La verità è che so bene che gli individui sono solo pedine della storia e che l'uomo che sto per uccidere sarà solo una morte vana in più, che non è ancora il tempo delle armi. Ma non posso aspettare. Forse non voglio un mondo migliore, mi basta combattere per costruirlo e combattere senza possibilità di vittoria è ancora più eroico.
Alla fine mi sorprendo a ragionare come un fascista, ecco dove mi ha portato tutta questa retorica. Sono disposto ad accettare il rimorso che verrà e avrei già ucciso, se solo lo ritenessi realmente utile, ma non voglio sopportare l’idea di aver fatto la cosa sbagliata. In nome di cosa dovrei?

Come vorrei credere che serva a qualche cosa: perché voglio uccidere, l’idea di uccidere mi ha conquistato, il resto ormai sono solo giustificazioni, se non le avessi probabilmente ne troverei altre.
Che potere enorme è togliere la vita e quanto è arbitrario!
È la prima volta che penso a me come a un assassino, ho sempre avuto pudore nel farlo, mi è sempre piaciuto vedermi come un soldato, ma ho troppi dubbi per essere un buon soldato e forse sono troppo idealista per essere un assassino.
Altrimenti perché quell’uomo sarebbe ancora vivo?
Anche per oggi, vecchio mio, l’hai scampata, come tutti i giovedì degli ultimi vent’anni.
Non so neanche perché continuo a seguirti, in fondo, so che non lo farò mai. Forse perché anch’io sono un tipo metodico. Per oggi basta, vado a casa: è quasi l’ora del tè.

Venerdì 2 aprile

"NOTO ECONOMISTA SI SPEGNE NELLA NOTTE"
Aveva collaborato con vari governi di centro-sinistra. Da dieci anni si era ormai ritirato a vita privata.

Lunedì 5 aprile

Ad infittire il mistero il rinvenimento, accanto al corpo, di un comunicato di rivendicazione appartenente a una fantomatica organizzazione rivoluzionaria, di cui si ignorava l’esistenza, datato cinque aprile millenovecentottantasette.
L’identità dell’uomo è al momento sconosciuta.
Gli inquirenti non escludono nessuna ipotesi.

di Massimiliano Murgia

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Oggi al cinema

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