Magazine Martedì 3 aprile 2007

Amore a Cape Town

Magazine - Gli uomini italiani «lanciano l’esca, lasciando credere di essere bendisposti a prendere iniziative e poi tentano di farsi inseguire dalla malcapitata di turno. Il fatto è che non desiderano autenticamente una relazione con una donna, e pur facendo tanto i preziosi, in realtà non hanno niente di prezioso». Questo il pensiero, espresso nel suo ultimo libro, Amore a Cape Town (Avagliano Editore, 145 pag., 12 Euro).
Che può fare una quarantenne delusa dall’amore? Semplice, andare alla ricerca della "Soluzione Straniera", con le “s” maiuscole.

Una donna italiana di mezza età raggiunge per una vacanza l’amica Margherita, che vive a Cape Town: se in Italia non le è riuscito di trovare l’uomo giusto per lei, ora cerca in Sudafrica la risposta alle tante domande sull’amore, che le appare irraggiungibile. Anche Margherita sta cercando di superare l’abbandono di un uomo che si è innamorato di una donna più giovane di lei. Ma davvero basta andare dall’altra parte del mondo perché le cose e le persone ci appaiano migliori?
Amore a Cape Town non è solo un romanzo rosa: attraverso le vicende che coinvolgono la protagonista, l’autrice descrive il Sudafrica e i luoghi più affascinanti e curiosi che caratterizzano la capitale legislativa del paese: una piccola ma interessante guida turistica che fa venir voglia di partire.

«Conosco bene il Sudafrica: oltre a Cape Town ho visitato Durban e la provincia che ha visto nascere Nelson Mandela», spiega Bianca Garavelli. Anche lei ha raggiunto una cara amica che vive in Sudafrica, «scrivo sempre ispirandomi alle cose che vivo realmente. C’è qualcosa di me nella protagonista, ma è importante che tutti si riconoscano nei personaggi e nelle loro storie».
Ma perché Bianca ha scelto proprio di ambientare il suo romanzo a Cape Town? «Trovo che Città del Capo sia il luogo ideale per una storia d’amore difficile: è una città scenografica, che stimola la riflessione. Assomiglia a una capitale del nord Europa, ha qualcosa di anglosassone che sopravvive accanto all’energia selvaggia tipica dell’Africa».

Un libro, questo, che piace alle donne. E gli uomini che ne pensano? «Molti lettori sono stati infastiditi dal carattere della protagonista, che ha risvegliato in loro la difficoltà nel rapporto con le donne e con il mondo».
Con questo libro Bianca Garavelli vuole anche descrivere un tipo di amore di cui non si parla molto: «l’educazione sentimentale “tardiva” di una donna di quarant’anni. Oggi gli scenari sono cambiati rispetto al passato: un tempo le quarantenni erano sposate con figli, e chi non lo era non poteva pensare di costruirsi una vita a quell'età. Per fortuna non è più così: oggi le donne di mezza età vivono intensa la propria vita e le proprie emozioni».

Una curiosità: Bianca Garavelli, che è nata a Vigevano e vive a Milano, è interprete di Dante. Suoi il commento alla Commedia (Bompiani per la scuola, 2006) e la cura dei saggi di Etienne Gilson Dante e Beatrice (Medusa, 2004). Ma come si passa dalla Divina Commedia al romanzo d’amore? «Il passo non è poi così grande», risponde lei, «non ho mai abbandonato Dante: considero i suoi versi una promessa d’amore mantenuta, con Beatrice eterna protagonista».
Bianca non si ferma e pensa al futuro, che la vedrà ancora autrice: «sto scrivendo la traduzione dal francese antico di un trattato che Christine De Pizzan, scrittrice che visse nel 1300, dedicò al Delfino di Francia perché mantenesse la pace conquistata. E poi tradurrò un poema dedicato a Giovanna D’Arco». Lavori in corso anche per il nuovo romanzo: «sarà molto diverso da Amore a Cape Town. Forse riprenderò il genere fantastico, che amo molto».

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