Weekend Magazine Venerdì 30 marzo 2007

Al Galata, sulla rotta degli emigranti

Magazine - Dopo la e il Brigantino, da oggi pomeriggio un altro tassello andrà ad aggiungersi alla interattività del . Alle 17 di venerdì 30 marzo inaugurerà infatti "Il Piroscafo", un nuovo spazio in cui è riprodotta una delle navi che passarono alla storia per i viaggi degli emigranti. Una realizzazione molto costosa, resa possibile grazie al supporto economico di Compagnia di San Paolo, che ha contribuito con un finanziamento di ben 200 mila euro.
Trenta metri in lunghezza e otto in larghezza, l’allestimento permette ai visitatori di rivivere l’atmosfera che viaggiatori di prima classe ed emigranti vivevano su un piroscafo agli inizi del ‘900.

Un fumaiolo cilindrico con la stella rossa – simbolo della compagnia genovese "La Veloce", specializzata nel trasporto di emigranti, maniche a vento, un ostericcio appartenente al Piro/panfilo Yaza dell’ultimo imperatore austriaco Francesco Giuseppe, qualche sedia a sdraio – retaggio della prima classe – e una scialuppa di salvataggio: «tutti pezzi originali, recuperati da vecchi scantinati e magazzini in disuso», come sottolinea Pierangelo Campodonico che, con Giovanni Carosio, progettista e storico navale, ha curato l’allestimento.
Si passa poi alla sala nautica – postazione dell’ufficiale di guardia – e alla tuga dei passeggeri di prima classe, appartenente al Piro/panfilo di Francesco Giuseppe e donata al Galata da UCINA (Unione Nazionale Cantieri e Industrie Nautiche e Affini).
Ma la parte più interessante dell’allestimento è rappresentata sicuramente dalla timoneria, la Wheelhouse. Qui dentro i visitatori possono mettersi alla guida del piroscafo, afferrando il timone e gestendo la velocità della nave con il telegrafo di macchina. Davanti ai loro occhi viene proiettata la simulazione 3D: sta alla bravura del timoniere schivare iceberg, navi e secche. È un po’ come giocare alla Play Station, anche se le persone serie, con programmi di simulazione di questo tipo, imparano a diventare comandanti. Veri, si intende. «Abbiamo cercato di riprodurre le diverse situazioni il più fedelmente possibile dal punto di vista storico – spiega Barbucci di IBR sistemi, che ha curato la parte multimediale dell’allestimento – ma senza dimenticare l’aspetto scenografico, di grande effetto».

Gli scenari sono quattro. C’è il naufragio del Sirio al largo di Capo Palos in Spagna, in cui i visitatori devono cercare evitare la secca che si presenta davanti ai loro occhi. Poi il passaggio per lo stretto di Gibilterra, in cui si costeggiano le coste spagnole e marocchine, sovrastati dalla Rocca di Gibilterra – dove, però, non saltellano le famose scimmie.
Non manca la traversata notturna tra gli iceberg: come accadde al Titanic, anche il nostro piroscafo si trova a dover affrontare l’enorme blocco di ghiaccio. Ma, questa volta, niente scontro: è stato infatti studiato che, dal momento dell’avvistamento dell’iceberg, mettendo avanti tutta e girando a sinistra, ci si riesce a salvare. Poi, se volete centrarlo in pieno, siete liberissimi di farlo.
Infine l’attracco a New York, con la consueta tappa a Ellis Island, per far scendere gli emigranti.
Bene. Arrivati. Fine della traversata.

Oggi al cinema

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