Magazine Venerdì 30 marzo 2007

Un libraio come non se ne trovano più

«Non mi capita di rispondere a domande su di me dall'ottobre del ‘97». Esordisce così Andrea Guglielmino quando viene a trovarci in redazione per un’intervista. Ma davanti a un cappuccino fumante l’ansia svanisce per lasciare spazio alla rilassatezza tipica delle chiacchierate tra amici.
Andrea fa il libraio. La sua libreria si affaccia sul Bigo, nel Porto Antico, ed è nata come una scommessa: dopo la chiusura del Rizzoli Store di Palazzo Millo i dipendenti di quello stesso negozio hanno unito le forze inaugurando un nuovo spazio dedicato alla gioia di leggere. Era il 13 giugno del 2003. «Oggi la è la vetrina di tanti incontri. E il primo libro che abbiamo presentato è stato proprio , edito dai Fratelli Frilli e curato dalla redazione di mentelocale».

Andrea mi racconta la sua passione per la lettura e per i temi filosofici: «nei libri che leggo ritrovo la mia storia, il mio passato. La filosofia mi appassiona e il mio sogno nel cassetto è quello di laurearmi in filosofia». Si definisce nevrotico e curioso, «e ciò che non ho imparato dai libri l’ho appreso dai miei clienti». Già, perché Andrea è uno di quei librai che oggi non si trovano più. Ciò che conta per lui è il contatto umano: Andrea ha un buon consiglio di lettura sia per chi entra in libreria con sguardo spaesato, sia per chi invece ha le idee chiare. «La vita è relazione», conferma, «d’altra parte sono cresciuto negli anni Settanta e mi sono sempre piaciuti i rapporti tra uguali».

È avvenuto così l’incontro con , amico storico di mentelocale che un giorno «con il suo fare esitante mi ha proposto il libro che aveva appena pubblicato. Io l’ho riconosciuto: leggevo i suoi pezzi su mentelocale! Ha presentato il volume in libreria e da quel momento non si è più fermato».
Anche le amicizie con e sono nate tra gli scaffali della Porto Antico. Andrea è stato citato anche su . Nel post si leggono i ringraziamenti al libraio: per soddisfare un lettore che cercava un volume introvabile, Andrea è andato alla ricerca del libro e, dopo averne rintracciata una copia privata, l'ha ritirata personalmente per poi consegnarla al suo cliente.

«C’è poi quel signore che, a ottantasette anni, passa sempre in libreria per recensirmi i libri acquistati alcune settimane prima: lui è esperto di Storia e rappresenta uno dei maestri della mia formazione permanente». E ancora, c’è il cliente che ha fatto parte dei militari alpini: «ogni volta che scovo un libro sull’argomento glielo tengo da parte. Questo gratifica lui e me».
Ma, come spesso accade nella vita, un semplice incontro può trasformarsi in qualcosa di più importante. E proprio come accadde a Hugh Grant nel romantico Notting Hill, anche Andrea ha consigliato un libro a una persona speciale: «se il libro non ti piace puoi scrivermi una mail». Lei ha fatto di più: l’ha richiamato, «poi da cosa nasce cosa e…». Insomma, una storia che assomiglia a quella di un romanzo. E non importa se poi nella vita non c’è sempre il lieto fine. È comunque piacevole riempire gli scaffali di bei ricordi.

«Il libro è uno dei piaceri della vita», racconta ancora Andrea, «la lettura è un cibo e la cultura è ciò che piace». Ma quali sono i libri che lo incuriosiscono? «Trovo divertente la - tradotto suona come "letteratura per pollastrelle", n.d.r. - che da Bridget Jones in avanti ha creato un vero e proprio filone: racconti del genere aiutano a capire meglio le donne. Peccato però che anche libri divertenti come di o di siano stati "categorizzati"».
Cosa rappresenta oggi la libreria Porto Antico per Andrea Guglielmino? «In questi anni abbiamo ospitato personaggi noti – da a Silvio Ferrari, fino a Romolo Rossi – e scrittori emergenti. Siamo un luogo di passaggio, che accoglie i turisti nella nostra città».

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