Magazine Martedì 27 marzo 2007

La posta del cuore

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titolo: dopo la separazione
Non volevo credere che 23 anni di amore potessero infrangersi così all'improvviso... Oggi mi rendo conto, dopo 5 anni dalla fine del mio matrimonio che tanto amore non era... e che amavo un fantasma costruito nella mia mente... e che lo amavo perdutamente, tanto che ora, guardandomi indietro vedo una donna indaffarata, trepidante, sempre in attesa di un marito che ha sempre pensato solo a sé. Ma forse mi serviva che fosse così...
Sono riuscita a fare tante cose da sola: due figli di cui uno portatore d'handicap, dalla nascita del quale la mia solitudine è diventata totale: mio marito da allora si è chiuso nel suo studio, il suo lavoro perché non riusciva a farcela... Io inconsciamente capivo tutto ciò ed ho dato a mio figlio il meglio di me ed ora lui è un ventenne felice di essere al mondo, tutto di lui è luminoso... quella luce che i suoi occhi non possono vedere...
L'autonomia quasi totale l'ha raggiunta dopo che suo padre, incapace ormai di fingere, è andato via con una donna... La solita banale storia del professore e dell'allieva migliore che mi portava addirittura in casa per lavorare su un libro che stava scrivendo... Non mi sono mai persa d'animo... anzi no, ho perso 13 chili in un mese quando lui mi ha lasciata... ho visto la morte con gli occhi e mio figlio è stato il filo sottile che mi ha legata alla vita... senza di me non avrebbe avuto nessuno.
Ho continuato a fare ciò che ho sempre fatto: dedicarmi ai miei figli. Poi un bel giorno è comparso nella mia vita un uomo che ha amato e rispettato i miei figli come fossero suoi. Ora credo di aver trovato l'amore... ora credo di poter amare e finalmente pensare a me, ora che ho insegnato a mio figlio a vestirsi, cucinare (cose semplici, per carità!) prendere i mezzi per andare dove vuole... ora che è sicuro di sé, ha i suoi amici, la sua vita... penso che Dio mi regalerà un po' di felicità tutta per me...
ma riuscirò a godermela? Riuscirò mai a dire: "noi" ad un uomo senza il terrore di credere che non sia anche questa un'illusione tutta mia?
Ora, se schianto, sarebbe terribile... non ci sarebbe più quel filo sottile che mi ha strettamente legato un giorno ormai lontano alla vita... Mio figlio non ha più strettamente bisogno di me, ma mi chiedo: ora sono io ad aver bisogno di lui? sarò capace alla mia età ad innamorarmi davvero? Ho 47 anni e mi sembra di essere stata ibernata per 20. A volte mi sento una ragazzina ma, quando si è giovani, certi sbagli si ha tutto il tempo di ripararli...
E se il mio compagno non fosse come oggi mi appare? Vorrei un consiglio impossibile: come fare a capire se mi ama davvero?



E non te lo darò, naturalmente, cara anonima,
proprio perché è impossibile. Soprattutto per via del nostro sguardo che, da infallibile quando si tratta di vedere gli altri, diventa molto appannato quando si tratta di giudicare noi stessi e le situazioni in cui ci troviamo.
Diciamo che un modo ci sarebbe forse, ma dovresti smettere di farti domande e cominciare a usare "la pancia" come si dice. Perché dentro anche tu, come ognuno di noi, sai benissimo se ti ama o no, devi solo imparare a ascoltarti invece che chiederti.
Non importa che tu ti sia autoingannata per tanti anni, innanzitutto eri più giovane, poi avevi una priorità che ti impediva di capire la verità. Una verità che conoscevi e hai ignorato per un bene superiore.
Ora che la priorità non c'è più, che sai di avere fatto quello che la maggior parte delle madri non sa -e spesso non vuole fare- cioè due figli indipendenti e ragionevolmente felici, dovresti avere una sicurezza immensa. Perché quello che hai fatto comporta, tra l'altro, una buona dose di acume, consapevolezza, intuizione della psicologia degli altri: non hai soltanto reso indipendente tuo figlio, sei riuscita a circondarlo -o fare sì che si circondasse- di amici.
Cosa vuoi che siano un saggio o un'amante giovane o una splendida carriera, di fronte al tuo successo? Ti eri prefissa un obiettivo difficilissimo, l'hai raggiunto. E adesso? come puoi farti domande da quindicenne? lo sai, lo sai, quindi non giocare con i dubbi, non sentirti in credito con dio o con la sorte (che è il modo migliore per prendersi un'altra mazzata), fai i conti con te stessa e solo con te, percorri tranquilla la parte di strada che ti spetta con quest'uomo perché credimi, si può anche ricominciare una terza volta.
Anche se ti auguro che basti la seconda...

Antonella

di Antonella Viale

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