Magazine Lunedì 26 marzo 2007

Spara Jurij spara...

Magazine - Che cosa succede se a Genova arriva il collettivo poetico Sparajurij per presentare la nuova collana Maledizioni (editore NoReply)? Qualcosa di esplosivo, sicuramente. Il loro è uno sguardo sulla nuova poesia performativa europea. L'appuntamento è martedì 27 marzo, alle ore 17.30, presso le Raccolte Frugone di Villa Grimaldi.

Il gruppo Sparajurij: che cos'è?
«Sparajurij (che si pronuncia sparaiuri e deriva dall’omonimo pezzo punk-rock dei CCCP) è nato alla fine del secolo scorso per produrre "scrittura totale" e per lavorare su più fronti. Nei primi anni del nuovo millennio Sparajurij si è dedicato al progetto .wiratomkinder, .noibimbiatomici, coinvolgendo un certo numero di studenti universitari altrimenti abbandonati tra i banchi per chissà quanti anni ancora. Dopo aver messo un punto per distinguerci da ogni altra precedente esperienza personale o collettiva, abbiamo quindi cominciato a raccogliere testi, poi editi nell’antologia .noibimbiatomici, con introduzione del simpatico scrittore . Dai corridoi dell’Università di Torino, dove sopravvive tuttora, l’approccio del gruppo è sempre stato all’insegna delle situazioni itineranti in tutti gli angoli metropolitani d’Italia e d’Europa, con o senza alterazioni video-musicali. Tra i nostri scopi c’è sicuramente quello di praticare la scrittura, collettivamente, in modo diretto e non convenzionale, rinunciando alle trappole dello stile e alle gabbie dei libri stampati. Ciò non toglie che i libri nati dagli alberi restino una bella invenzione e possano in certe forme testimoniare dei progetti di scrittura interessanti. Così, dalla fine del 2005, Sparajurij è anche curatore di una collana di volumi prevalentemente dedicati a testi poetici e performativi, spesso con cd o materiali audio allegati o linkati».

"Tra una dormita e l'altra" è nata la collana Maledizioni. Come? Mi racconti questa genesi?
«Si è trattato proprio di una necessità, che abbiamo scoperto in noi stessi ma non solo. L’editoria italiana e soprattutto quella di poesia sono uno spettacolo desolante cui abbiamo cercato di riportare un po’ di colore, con le nostre copertine e con progetti che avrebbero comunque continuato a incontrare il pubblico dal vivo, ma che volevamo potessero di più generazioni di lettori/ascoltatori. Questa tensione alla testimonianza è ancor più evidente nelle due ultime uscite della collana. Si tratta di due volumi antologici con cd in allegato che ricostruiscono il recente passato, il presente e il futuro della poesia italiana ed europea: Baldus, antologia completa 1990 – 1996 include l’intero archivio e alcuni interventi critici inediti sulla storica rivista fondata da Mariano Bàino, Biagio Cepollaro e Lello Voce; Slam è invece la prima antologia europea che raccoglie i testi di ben ventidue tra i migliori performers del Poetry Slam. Lo Slam è quella "competizione in versi" in cui diversi poeti performano esponendosi al giudizio del pubblico sotto la direzione di un "Emcee" (Master of Cerimony), termine mutuato dallo slang dell’Hip Hop, i cui adepti organizzano spesso gare basate sull’improvvisazione. I veri poeti del circuito mondiale dello Slam curano invece i propri testi quanto e più dei "poeti laureati" dandogli inoltre vita col proprio corpo e la propria voce. Ed è in corso un progetto importante di cui per scaramanzia non vogliamo parlare. Sì insomma è così. No. Non insistere».

Una letteratura scritta, parlata, performata: il vostro è un modo di fare indefinibile. Vuoi provare a definirlo tu? (io, per esempio, vi associo ad un grimaldello)
«Grazie. Franz Kafka scrisse un giorno che la scrittura dovrebbe essere sempre "un’ascia per il mare ghiacciato dentro di noi". Noi cerchiamo di non scordare mai queste parole».

Chi vi piace, a chi vanno le vostre benedizioni? E cosa c'è di più lontano da voi su questo pianeta?
«Qui c’è un equivoco che va chiarito: le nostre maledizioni non maledicono nessuno, siamo proprio noi e i nostri progetti a nascere come maledetti in un contesto tanto triste e mercimonioso. Siamo tanto buoni. Ci piacciono un sacco di cose, ma non i carciofi. I peperoni invece sì».

Siete presenti a manifestazioni, partecipate a iniziative di vario genere, siete sul campo. che succede in giro?
«Il lavoro di Sparajurij ha partecipato a molti Poetry Slam come quello di Roma, di Parma, quello Internazionale di Bolzano, o come il primo Poetry Slam a squadre organizzato durante Romapoesia 2003. Inoltre al video Un appunto importante è stato assegnato il primo premio al primo Festival italiano di videoclip di poesia nato a Roma nel 2005. Questa non è una lista, ma la testimonianza diretta che anche in Italia esistono diverse occasioni, dei veri e propri circuiti, in cui ci si incontra per vedere e dibattere di poesia orale, performance o video-poesia. Ma sono poche. Sennò ne avremmo vinte di più».

Quali sono i vostri progetti per il futuro?

«Continuare così. Anzi. Così così».

Grazie, Sparajurij. E buon lavoro.

di Annalisa Rosso

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