Magazine Lunedì 26 marzo 2007

Tariq Ali: appuntamento a Sanremo

Lo scrittore anglo-pakistano Tariq Ali aprirà il 2 aprile prossimo il nuovo ciclo dei Grandi Incontri di Sanremo con gli autori internazionali curati dal giornalista Sergio Buonadonna. Appuntamento anche quest’anno al Palafiori (ore 17) per una serie che si annuncia ancora una volta improntata ai grandi nomi.
Ad Ali seguiranno infatti Tahar Ben Jelloun (10 maggio) che celebrerà proprio a Sanremo il suo ritorno al romanzo.
A giugno sarà la volta di Ala-al-Aswani, il medico egiziano autore di Palazzo Yacoubian (amori proibiti, sesso, corruzione, ipocrisia religiosa e fondamentalismo, una galleria di personaggi da ricordare), il romanzo-scandalo diventato un best-seller mondiale (quattro milioni di copie vendute) e di recente anche un film presentato al Festival di Berlino.
A settembre sarà la volta del grande Colin Thubron, lo scrittore e l’esploratore di viaggi che il mondo globale crede di aver cancellato, cui seguiranno Paco Ignacio Taibo II con l’attesissima biografia di Pancho Villa e il fenomeno britannico Richard Mason.
E non si esclude anche una grande sorpresa a luglio, un fuori programma cui la IDEE di Buonadonna sta lavorando da mesi. In ogni caso – se potrà essere realizzata – un’iniziativa che esula dal calendario ufficiale.

Tariq Ali, storico, romanziere, analista politico, saggista, commentatore de Il manifesto, direttore della New Left Review e cineasta, è figura di alto spessore sia sul piano letterario che politico.
Memorabile la sua recente partecipazione a Mantovaletteratura dove ha presentato con Vincenzo Consolo Un sultano a Palermo (Baldini, Castoldi, Dalai editore), romanzo storico che coniuga con grande attualità il tema della possibile convivenza di culture diverse nell’area del Mediterraneo. Nel passaggio dagli Arabi ai Normanni in Sicilia il paradigma di una storia civile che il presente sembra avere cancellato dal vocabolario politico.

A Sanremo Ali presenterà in Italia il suo nuovo romanzo All’ombra del melograno. Ambientato nel 1499 in Spagna, il lavoro ripercorre le vicende che segnarono la fine della dominazione islamica per mano dell'impero cristiano di Isabella di Castiglia, suggellata dalla Reconquista di Granada. Nel libro, attraverso la saga familiare dei Banu Hudayl, aristocratici musulmani, si rivivono i dettagli di quell'epoca, ma soprattutto la tragedia che si abbattè su un intero mondo, costringendolo a scegliere come sopravvivere alla sua stessa distruzione.

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