Magazine Lunedì 26 marzo 2007

Dal 'Merlo indiano' ai Tre Merli

Del si è già parlato sul web e . Mentelocale vi aveva già annunciato, amici miei e non della ventura, la presentazione di questo , avvisando a mo’ di minaccia che, oltre alla spettacolare ci sarebbe stato il vòster-sèmper-vòster, cioè a dirsi io.
In realtà, egli doveva essere altrove, cioè a , en la Diputaciò de , per il concerto di congedo del màs grànde, cioè . Ci sarei stato in compagnia grandiosa, cioè per esempio con doña Gràciela Gambeggi y su compañero, el tupamaro de Montevideo, Uruguay Roberto Che . Ma a non si resiste.
La location è di ultraclasse: la , del libraio ottimo .
Andrea è il primo che conosco, ma segue a lui Anna, windy smile, in a flowered gone ed è già come essere a mezza via tra una canzone dei Beatles e una lirica di . Dopo di che, il libro.

Daniela Rossi racconta un amore perso a Sanremo, a Sanremo né d’estate né d’inverno – e oltre a quello altri amori, nessuno casuale, tutti situati nei paraggi della città d’o . Lo fa con lingua tagliente e morbida, di donna e madre, non dimentica di né della spesso oblìata, a tutti noi carissima, . Siccome questo dà però l’idea di una discreta pàlla, non temiate, voi che mi leggete e siete a me più cari della collezione di 45 di , questo libro fa anche ridere.
Daniela Rossi ha letto e conosce l’umorismo acre di una e, presente la capa , fascinosa come non mai in calze voilée e gonna non corta abbastanza, in compagnia del grandioso , ne fa sfoggio.
La presentazione va che è una bomba, la platea è , per cui le mie vintage sono tollerabili solo con sprezzatura genovese.
Finito il business, e conosciuto , editore coraggioso e onesto, non che padrino di uno dei più memorabili esordi italiani di quest’anno, cioè di cui tutto sapete, si va a mangiare.
Anche lì, platea sceltissima: , intenditore d’arte e giornalista d’antan, il di lui padre Riccardo, umorista alla , il figlio Marco, mio ospite in una favolosa palazzina in stile , Eugenia, obiettivo dei miei consueti a memoria e altri che ora dimentico.

La location della cena era a livello di tutto il resto: il wine bar e ristorante , di cui almeno segnalo con 3 cappelli e 55 calici le ostie dorate d’acciughe su riso selvatico nero, il delicatissimo stoccafisso tagliato in umido alla Mario, annaffiati da un notevole, per me sempre sorprendente Golfo del Tigullio. Qualcuno avrà notato che manca un titolo: miss-presentazione-del-libro-di-Daniela-2007. È che stavolta sono intimidito nell’incoronare, hic aliter provideatur, la superba . Da qui in avanti, è lei la mia .
di Giovanni Choukhadarian

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