Concerti Magazine Sabato 24 marzo 2007

Concerto in famiglia alla Gog

Giovine Orchestra Genovese. Stagione Concertistica 2006 – 2007
Lunedì 26 marzo 2007, ore 21.00 – Teatro Carlo Felice
Quartetto Hagen in concerto

Ingresso
15-25 Eu, giovani 10 Eu

Lunedì 26 marzo, dopo una settimana di pausa, riprenderà il regolare ma mai monotono succedersi di musicisti nell’ambito della stagione . Alle 21.00, sul palco del Carlo Felice salirà il quartetto Hagen, con un programma che vede l’esecuzione del Quartetto D887 di Franz Schubert e della versione per quartetto d’archi della Musica instrumentale sopra le ultime sette parole del nostro Redentore in croce di Joseph Haydn. Prima di scrivere qualche parola su ciò che andremo a sentire, mi preme soffermarmi sul nome della formazione che suonerà: il quartetto Hagen così si chiama perché è stato fondato da Angelika, Clemens, Lukas e Veronika Hagen; quattro fratelli insomma, ognuno dotato del sublime dono di far scaturire da uno strumento musicale suoni bellissimi.

Mi piacerebbe che provaste ad immaginarvi cosa doveva essere un sabato, o una domenica in casa Hagen quando i rampolli di questa famiglia, già per tradizione dedita alla musica (piove sul bagnato, penserete voi), erano quattro ragazzetti: note che attraversano la casa da una stanza all’altra, ora unendosi, ora dividendosi, confusione di spartiti aperti, custodie abbandonate, litigi per archetti che non si trovano, «venite che la minestra si fredda» e un coro di «no mamma dobbiamo finire il quarto movimento»; pensate alle discussioni su questo o quel compositore, i più grandi che impongono Beethoven a suon di sberle e i piccoli che piangono perché vogliono Mozart, ma anche alla bellezza di poter suonare insieme ad altri tre fratelli, una passione che unisce e lega, i battibecchi che si fermano quando la musica inizia.

Sembrerà strano, ma una delle prime cose mi vengono in mente è l’orchestra israelo-palestinese di Daniel Barenboim: unire con la musica cugini un po’ troppo rissosi. Veniamo al programma del concerto, dopo questa divagazione biografica: dapprima ascolteremo un bellissimo quartetto di Schubert, nel quale si libera tutta la fantasia creativa del compositore tedesco, che produce ironia, ricchezza del materiale tematico, timbri ed intensità sonore originali; forse sarete stanchi per l’inizio settimana lavorativo, forse avrete anche un po’di sonno per gli stravizi del sabato sera, ma con il dinamismo e i contrasti di questo pezzo ò davvero difficile annoiarsi.

Veniamo infine a Haydn, al pezzo scritto ispirandosi alle ultime frasi pronunciate da Cristo prima di spirare; pare che fu commissionato dalla città andalusa di Cadice, per essere suonato durante le celebrazioni del Venerdì Santo del 1786. Ecco, mi sembra un dato importante, e non una semplice cornice aneddotica, per comprendere la religiosità a cui è destinata questa composizione. Quando l’ascolterete immaginatevi lunghe processioni di uomini con lunghi vestiti neri scompigliati dal vento dell’oceano, incappucciati da lunghi cappelli appuntiti, i piedi scalzi sulla fredda pietra del selciato; la città che spegne le luci e attutisce i rumori al passaggio di questi malinconici penitenti; la statua del Cristo che avanza lentamente attraverso strade lunghe e strette, quasi toccando con i bracci della croce le facciate scrostate dal salino: ecco questa è la Semana Santa.

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