Magazine Venerdì 23 marzo 2007

Editori e scrittori all'esordio

La presentazione di un autore è sempre un incubo. La presentazione di un esordiente, poi, è ancor peggio. La presentazione di un autore, esordiente, nella sua città natale, non ha davvero posto nella scala virtuale delle fobie infestanti l’anima (inquieta) di un (piccolo) editore come me.
Fabrizia Pinna, genovese, classe 1981, è una scrittrice agli esordi per una casa editrice ancor più giovane, la : il 10 marzo scorso noi della Quarup abbiamo presentato alla città, a questa matrigna severa e terribile, Per tutte le altre destinazioni.
A dire la verità, la presentazione è andata benissimo: più di 100 persone presenti alla Porto Antico Libri e più di 50 copie vendute in dieci minuti. Tanto che abbiamo pure perso qualche vendita.

Deus ex machina della serata è stato Edoardo Guglielmino, personaggio pubblico, già assessore al Comune di Genova negli anni ’80, scrittore e, più in generale, uomo di lettere. E Guglielmino, l’Edoardo, è stato davvero grande. Prima della presentazione mi ha ricevuto mettendomi addosso una fifa terribile:
G.: «ah, lei è l’editore?»
io: «ehm... sì... »
G.: «senta, le dico subito che sono stufo delle solite presentazioni da panegirico. Per questo ho deciso, da adesso in poi, di dire sempre ciò che penso veramente del libro»
io (la vista si annebbiava, il pensiero figurava già scenari apocalittici, con fischi e schiamazzi tra il pubblico, mentre mi ripetevo "proprio adesso, non poteva aspettare ancora un’altra occasione"): «e... e... quindi... ?»
G.: «Questo è un bel libro».
io: (sospiro e sorriso)
G.: «Soprattutto il primo racconto. Il secondo, invece, è acerbo, frastagliato, bisogna lavoraci su».

Intanto nel retro del negozio ci raggiungeva pure la Pinna (da adesso in poi Fabrizietta nostra) e anche lei si accollava, felice, consigli e massime dell’Edoardo.
Qualche minuto più tardi, davanti a un pubblico davvero numeroso, Guglielmino ha presentato la Pinna come una minimalista alla Carver, citando pure Pasolini (io ed Ale - il mio socio - seduti vicino ci scioglievamo, beati) e, lanciandosi in una lectio magistralis di tutto rispetto, conduceva il pubblico in un viaggio “quarkesco” nel panorama della letteratura italiana degli ultimi cinquant’anni.
Troppo, davvero troppo, anche per l’ego smisurata di ambiziosetti editori come noi.

Poi, al termine della presentazione, mentre Fabrizietta nostra, giovane e bella, firmava autografi in chiaro stile hollywoodiano, l’Edoardo ha concluso il suo dialogo personale con me in questo modo:
lui: «è andata bene, mi pare»
io (con fare servile): «dottor Guglielmino, non so davvero che dire, come ringraziarla...»
lui: «questa è brava, dovete spingerla, farla crescere»
io: «sa, dottor Guglielmino, ci abbiamo lavorato parecchio. Non ha idea di tutto l’editing, degli interventi di redazione»
lui: «voi non avete fatto un cazzo (sic), ha fatto tutto lei. Continuate»
io (sottovoce): «Amen».

Occhei, Fabrizietta nostra è un piccolo successo editoriale ancora sconosciuto: in una sola settimana abbiamo venduto 95 copie! Senza promozione, senza distribuzione, senza pubblicità.
E queste cifre sono davvero significative nell’abito della piccolissima editoria. Insomma, non dico Mondadori o Einaudi, che sono galassie lontane anni luce, ma nemmeno Minimum Fax, con tutti i suoi “bookparty” e le feste disco nelle belle notti romane, potrebbe con i nostri miseri mezzi economici, in relazione, sperare tanto e mi rifiuto di credere che sia solamente frutto del – chiamiamolo così – entourage genovese della Fabrizietta nostra. Credo, piuttosto – e lasciatemelo dire con tutta la cupidigia dell’editore – che si possa tirare fuori da questa storia un piccolo caso “letterario” tutto genovese.

Signore e signori, Fabrizia Pinna, Per tutte le altre destinazioni, Quarup 2007...
di Marco Traverso

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